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Turismo, i numeri sorridono. Presenze e pernottamenti in città: +20% (e oltre) dal 2022 a oggi

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21.03.2026

Negli ultimi dodici mesi rispettivamente +10 e, con una frenata, +0,75%. Il Comune: "Indotto concreto"

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Forlì è sempre più una città turistica. A confermarlo, il bilancio consuntivo del 2025 sul turismo forlivese. I dati diffusi nei giorni scorsi dalla Regione Emilia-Romagna (e rilanciati dal Comune di Forlì), infatti, confermano un incremento significativo sia negli arrivi che nei pernottamenti, in linea con un trend positivo che va avanti ormai da diversi anni, senza arresti.

"La nostra città ha fatto registrare 110.152 arrivi e 288.184 pernottamenti, con un incremento rispettivamente del 10,36% e dello 0,75% rispetto allo scorso anno", ha detto l’assessore Kevin Bravi. Dando uno sguardo al recente passato, nel 2022 – primo anno in cui si allentarono i divieti per la pandemia di Covid-19 – gli arrivi furono 91.757 con 233.571 pernottamenti, nel 2023 gli arrivi furono 98.032 per 270.298 pernottamenti e nel 2024 si arrivò a 96.947 turisti per 276.547 pernottamenti. Negli ultimi tre anni l’aumento delle presenze è addirittura del 20%. I pernottamenti, che indicano di solito l’effettiva ricaduta sul territorio, negli ultimi dodici mesi erano cresciuti meno, ma segnano un robusto +23% dal 2022.

Numeri che danno corpo a una consapevolezza ormai consolidata: la città è ormai confermata come un polo di attrazione anche da fuori regione. "Significa – prosegue Bravi – che il nostro territorio è sano, e che gli investimenti e le politiche turistiche portate avanti in questi anni si stanno rivelando efficaci, credibili e competitive. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando bene, grazie anche a un’interlocuzione costante con le associazioni di categoria e gli operatori del settore".

Senz’altro, va detto, il volàno principale per la città resta la grande mostra del San Domenico che in ogni sua edizione riesce ad attrarre decine di migliaia di visitatori da tutta Italia (e non solo), ma le ragioni della crescita, secondo Bravi, vanno ricercate anche in altri ambiti: "Se Forlì sta diventando sempre più attrattiva, confermandosi un punto di riferimento importante tra le destinazioni della Romagna, lo si deve prima di tutto alla varietà della sua offerta. Un’offerta che è cresciuta e si sta rafforzando nella quantità ma anche nella qualità, grazie anche a interventi diffusi di rigenerazione urbana e al recupero di spazi abbandonati convertiti in luoghi di aggregazione, con mostre ed eventi di altissimo livello, festival musicali e rassegne culturali di grande valore, competizioni sportive di respiro nazionale ed internazionale, percorsi naturalistici sempre più integrati e interconnessi con i paesaggi e i borghi dell’entroterra".

L’incremento del turismo non è senza ricadute: "Tutto questo – prosegue l’assessore – oltre a generare indotto in termini prettamente ricettivi, crea ricadute concrete sull’economia locale, con benefici diretti per ristoranti, negozi, attività di servizio e pubblici esercizi. Non solo, una buona ‘rendita’ turistica crea posti di lavoro e favorisce lo sviluppo delle infrastrutture locali. Per queste ragioni, il nostro impegno sarà quello di continuare su questa strada per consolidare un posizionamento turistico che crea ricchezza e stimola benessere per le future generazioni". Peccato solo che non sia arrivato, come ulteriore spinta, il titolo di Capitale della Cultura 2028.

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© il Resto del Carlino