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Capitale della Cultura 2028, arriva il verdetto. Quali sono le 8 rivali di Ancona e Forlì: dossier a confronto

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18.03.2026

La presentazione del logo per la candidatura di Forlì–Cesena e visitatori al Conero, in provincia di Ancona

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Forlì, 18 marzo 2026 – Dieci candidate per dieci dossier: ecco i progetti con cui Forlì-Cesena e Ancona dovranno confrontarsi. L’ordine che seguiamo è – come quello scelto dalla giuria – alfabetico. Sono le nove rivali che si contendono il titolo di Capitale della cultura 2028.

Candidature dal respiro territoriale

Il dossier di Anagni si chiama ‘Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce’. Anagni, Comune capofila, ha scelto di puntare su un sodalizio territoriale: a concorrere è tutta la Ciociaria con Ferentino, Alatri e Veroli (provincia di Frosinone). Una scelta simile a quella di Forlì, che corre con Cesena e altri 50 Comuni romagnoli. Di fatto, lo vedremo, sono diverse le finaliste ad aver optato per una candidatura dal respiro territoriale: scelta che, nei mesi scorsi, ha fatto arricciare qualche naso, ma che, nei fatti, è stata elogiata dalla giuria. Tra le proposte di Anagni ci sono un museo virtuale delle ‘Città erniche’, itinerari culturali tra i comuni, festival diffusi e laboratori di innovazione digitale per valorizzare il patrimonio fatto di mura megalitiche, cattedrali e archivi.

Ancona: una delle rivali più temute

Ancona è stata fin dall’inizio una delle rivali più temute dalle altre candidate. Il dossier si intitola ‘Ancona. Questo adesso’: presenta oltre ottanta progetti pensati appositamente per il territorio. Si articola in quattro macroaree che valorizzano il rapporto tra mare e parco, storia e futuro, con attenzione alla rigenerazione urbana e all’uso di linguaggi digitali per reinterpretare il patrimonio storico e artistico.

Catania ha presentato ‘Catania continua’, un programma che dà ampio spazio alle imprese creative, al terzo settore e ai giovani. Prevede il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e nuovi progetti legati a teatro, danza e musica. Tra i punti di forza spicca il parco botanico ‘Radicepura’, che unisce paesaggio naturale, architettura e rigenerazione.

Passiamo a Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena. Il dossier si chiama ‘Colle28. Per tutti, dappertutto’ ed è nato attraverso ‘Colle Fabbrica Cultura’, un percorso di co-progettazione che ha coinvolto cittadini, scuole, associazioni e imprese. Da qui sono nati eventi come il Fabbrica Cultura Festival e Colle X, dedicato alle nuove generazioni con laboratori creativi e spazi di espressione. Centrale anche la rigenerazione di edifici e aree dismesse da trasformare in hub culturali, insieme alla valorizzazione del museo diffuso UmoCa.

Poi Forlì, la candidatura poggia su alcune delle iniziative culturali di spicco già esistenti, come le grandi mostre ai musei San Domenico: nel 2028 sarà dedicata ai futuristi, mentre il filone della fotografia si concentrerà sulla rinascita del Dopoguerra, fino alla Dolce Vita. Sono dodici i cosiddetti ‘Sentieri della Bellezza’, che spaziano dall’arte alla storia, per esempio l’approfondimento del Novecento e dell’architettura del Ventennio, con una particolare sottolineatura sulla rigenerazione di alcuni luoghi. Il progetto coinvolge 50 comuni romagnoli, tutti i 30 della provincia, ma non solo. In particolare, c’è il co-capoluogo Cesena, partner attivo della candidatura, che offre luoghi come la biblioteca Malatestiana e la basilica del Monte, oltre a una nuova edizione del concerto show Rockin’ 1000.

Gli altri progetti culturali

Gravina in Puglia, in provincia di Bari, presenta ‘Radici al futuro’, un piano culturale che punta sulla storia e sulla particolare conformazione geografica della città: le ‘gravine’, profondi canyon naturali dominati dal ponte acquedotto simbolo del territorio. Tra le idee anche la ‘Città bambina’, un piano urbano progettato dai bambini.

Torniamo in Toscana a Massa, con il dossier ‘La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia’. Tra i progetti il M.AR.TE., nuovo spazio per musica e arti visive, il recupero della Cava Brugiana come teatro all’aperto e ‘Guglielmi 300’, dedicato al compositore massese, oltre a un festival di arti contemporanee con residenze e laboratori.

Mirabella Eclano, in provincia di Avellino, conta appena 6.500 abitanti: la più piccola delle finaliste. Il dossier ‘L’Appia dei popoli’ mette al centro l’antica Aeclanum e il tracciato della Via Appia. Valorizza le comunità lungo l’antica strada romana e propone uno sviluppo territoriale inclusivo, per far emergere la contemporaneità di una provincia meridionale spesso sottovalutata.

La ligure Sarzana (‘L’impavida. Sarzana crocevia del futuro’) coinvolge 25 Comuni della provincia di La Spezia. Tra i progetti BoziArt, che unisce arte contemporanea e territorio, e ‘Confluire. Festival del Magra’, dedicato al fiume con iniziative culturali e ambientali. ‘Tempi connessi’ intreccia musica e poesia tra Sarzana e i comuni vicini, mentre ‘Operazione Polline’ coinvolge le comunità agricole in attività di sostenibilità. La musica internazionale arriva con ‘From Sarzana to the World’, in collaborazione con l’Orchestra del Teatro alla Scala, e la danza con ‘La città che danza – Fisiko Festival‘.

Infine Tarquinia, che molti considerano tra le favorite insieme ad Ancona. Il progetto si intitola ‘La cultura è volo’: tocca dodici comuni tra il Viterbese e il litorale romano con l’obiettivo di creare una rete di turismo culturale diffuso. Il titolo riprende un verso del poeta Vincenzo Cardarelli, a cui sono dedicati anche un festival e un progetto editoriale. Tra gli interventi previsti la trasformazione dell’ex cartiera in centro culturale e il recupero dell’ex mattatoio come spazio di formazione. A Tolfa, invece, protagonista sarà l’artigianato del cuoio. Per coinvolgere i più giovani, il dossier punta anche sulla tecnologia applicata al gioco, con sfide su piattaforme come Minecraft e Roblox ambientate nelle città etrusche ricostruite digitalmente.

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© il Resto del Carlino