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Scontro sulla pulizia dei fiumi: "Spese ridotte"

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19.03.2026

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Il Gruppo Fiume Misa e Nevola ha acceso i riflettori sulla spesa, liquidata dalla struttura commissariale, per il prelievo del materiale estratto dagli alvei destinato a coprire la discarica di Maiolati Spontini. "Un costo di 3 euro al metro cubo, a carico della contabilità speciale post-alluvione – fa saper il Gruppo Fiume Misa e Nevola -. Questi fondi, destinati a mitigazione idraulica e rimborsi danni, finanziano un’operazione che Sogenus – gestore della discarica – avrebbe comunque eseguito".

Il Piano Operativo Gestione Sedimenti prevede di trasferire 300mila mc dall’attuale sito Zipa a una nuova "Area 2", a 650 metri di distanza. Il costo è di 500mila euro una tantum (trasporto, recinzione, spianamento) più 20mila euro annui di affitto. A fare luce sull’operazione è il vice commissario ingegner Stefano Babini: "Il ripristino degli alvei del Misa e del Nevola, entrato nella fase conclusiva, e l’estrazione dei sedimenti, sono la più grande operazione idraulica realizzata nelle Marche. Gli eventi meteorologici successivi al 2022 ne hanno dimostrato l’efficacia e i 500mila metri cubi di materiale accumulato non sono finiti ancora una volta nelle strade e nelle abitazioni – spiega – inoltre specifico che i materiali trasferiti sono stati caratterizzati, analizzati e certificati conformi a ogni destinazione d’uso. Il contributo per il trasporto rappresenta la compartecipazione a un’operazione di pubblica utilità: l’alternativa del conferimento ordinario a discarica avrebbe decuplicato i costi".

I sedimenti saranno quindi riutilizzati per realizzare le vasche di laminazione, un’operazione che consentirà di risparmiare sull’acquisto del materiale. "Le arginature delle sei vasche di laminazione sono state progettate con i sedimenti dragati, senza movimentazioni aggiuntive e acquisto di terre esterne con risparmio stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro. Invitiamo a verificarlo esaminando i progetti" prosegue Babini. Le aree di stoccaggio sono due: una nella zona Zipa di Casine di Ostra, l’altra nei pressi del casello autostradale di Senigallia, lo stesso dove, anche nel 2014, erano state posizionate montagne di rifiuti poi però subito rimosse. E proprio su quest’area, l’opposizione aveva effettuato più interrogazioni in consiglio comunale per chiederne la rimozione e liberare un’area che, prima dell’alluvione del 15 settembre 2022 era utilizzata come parcheggio scambiatore.

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