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"Home care premium". In tilt la piattaforma per le prestazioni Inps

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09.04.2026

Il blocco tecnico impedisce di erogare contributi per l’asssistenza domiciliare per anziani e disabili .

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L’assistenza domiciliare per anziani e disabili piomba in un nuovo, drammatico blackout che riaccende l’esasperazione delle famiglie. Dal primo aprile 2026, la piattaforma dell’Inps dedicata al programma Home Care Premium (Hcp) — il servizio rivolto ai familiari di dipendenti e pensionati pubblici — è risultata completamente inaccessibile. Questo blocco tecnico sta impedendo l’erogazione delle prestazioni ormai da più di una settimana, lasciando i beneficiari in un limbo pericoloso e costringendo i caregiver a rivolgersi al settore privato, facendosi carico di spese insostenibili per non interrompere cure vitali.

La denuncia corre tra le pagine di cronaca e le scrivanie degli uffici sociali: la cooperativa Cooss Marche, incaricata del servizio, ha dovuto sospendere gli interventi poiché il nuovo software gestionale implementato dall’Inps non permette il corretto inserimento degli appuntamenti e la rendicontazione delle ore. All’origine ci sarebbe un cambiamento a livello informatico ma il sistema risulta inutilizzabile di fatto.

Una situazione critica che ha spinto l’Asp 9 a scrivere formalmente all’istituto di previdenza già il primo aprile, segnalando l’impossibilità per le cooperative di operare e il conseguente forte malcontento tra i beneficiari. Asp ha chiesto formalmente all’Inps "un intervento urgente" per il ripristino della piena operatività, suggerendo persino un ritorno alla versione precedente della piattaforma pur di garantire la continuità dei servizi e arginare le proteste.

Questa nuova paralisi non è che l’ultimo capitolo di un’odissea burocratica iniziata lo scorso anno. Già a novembre, le famiglie avevano denunciato l’interruzione delle prestazioni a causa di nuovi criteri del bando Inps poco aderenti alle realtà locali. In quel frangente era emerso persino il paradosso di moduli che chiedevano agli utenti di assumersi il rischio del pagamento diretto — con tariffe che sfiorano i 30 euro l’ora per un operatore socio-sanitario — qualora l’Inps non avesse provveduto alla copertura. Una pratica allora stigmatizzata dal direttore dell’Asp 9, Franco Pesaresi, come un abuso, ma che oggi torna a spaventare i cittadini di fronte al vuoto lasciato dal software ministeriale.

Per chi assiste persone allettate o con gravi disabilità, lo stop del servizio Hcp non è un semplice "intoppo informatico", ma una violazione del diritto alla salute. Mentre l’Inps tace e le piattaforme restano bloccate, le famiglie restano sole a gestire turni di assistenza o a svuotare i propri risparmi per pagare privatamente quegli operatori che lo Stato aveva promesso di garantire.

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© il Resto del Carlino