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E’ allarme anatroccoli: “Minacciati dal freddo e dai predatori nei parchi”

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06.04.2026

Due germani al parco Ferrari. In alto, gli anatroccoli salvati dai volontari

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Modena, 6 aprile 2026 – Sono anche loro vittime dei cambiamenti climatici, che includono le sciabolate di freddo fuori stagione. Ma non è solo il clima pazzo il nemico degli anatroccoli che vivono nei laghetti dei parchi cittadini: sono aumentati i loro predatori, tra questi i corvi, le cornacchie grigie, le gazze e le tartarughe palustri, che mettono a rischio la loro sopravvivenza.

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L’allarme sui social: “Il freddo e la neve una minaccia per le uova”

Così, sono intervenuti i volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso e nei giorni scorsi ne hanno portati in salvo nove, dando l’annuncio sui social: "Il freddo, le basse temperature, la neve a bassa quota non hanno tenuto conto delle uova già deposte nei nidi, dei pulcini già usciti dall’uovo, dei cuccioli appena nati. Tutto questo non è naturale, non è bello. Si chiama cambiamento climatico e tutti questi piccoli morti non apparivano nei tg come quando una mareggiata si riprende una spiaggia o una zona costiera troppo cementificata... e casomai abusiva". Ora i piccoli sono tenuti al sicuro insieme alla madre nelle strutture del Pettirosso. Una volta adulti, saranno liberati.

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Gli anatroccoli portati al sicuro anche dai predatori

"Non è la prima volta che portiamo gli anatroccoli presso il nostro centro – dicono i volontari – Capita anche che le anatre nidifichino in aiuole spartitraffico o in rotonde. Poi le uova si schiudono e i pulcini rischiano di essere investiti mentre attraversano la strada. Per non parlare dei predatori. I corvi per esempio. A causa degli inverni più miti adesso nidificano prima e hanno bisogno di nutrire i loro piccoli proprio quando compaiono i pulcini delle anatre. Sono molto intelligenti e hanno tecniche di caccia raffinate, agiscono in gruppo. Mentre uno distrae la madre, l’altro si avventa sull’ultimo della fila e lo porta via. E i corvi sono in aumento, visto che mancano i loro predatori naturali, vale a dire i rapaci più grossi di loro, come falchi o aquile. E ridurne il numero non è semplice: la soppressione si cerca sempre di evitare, ma la cattura è molto difficile, perché i corvidi in generale, soprattutto le gazze, sono molto astuti. Hanno una grande memoria fotografica, imparano a riconoscere chi vuole catturarli e si allontanano appena lo avvistano. Non semplice nemmeno l’uso dei falchi addestrati: i corvi subito si allontanano, ma appena vedono che i falchi vengono ritirati, tornano".

L'insidia delle tartarughe e dei cani liberi

Ma sono anche altri i nemici degli anatroccoli: "Le tartarughe carnivore colpiscono da sott’acqua, agganciando gli anatroccoli con le fauci e tirandoli in profondità. Sono ancora tanti i cani senza guinzaglio che attaccano i germani, anche gli esemplari adulti. Noi cerchiamo di difendere i più deboli, come è stato nel caso degli anatroccoli. Ricordiamo che con il 5 per mille tutti possono aiutarci nella nostra attività".

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© il Resto del Carlino