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Festa del Falò: il Borgo protesta e ritarda il rogo

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12.04.2026

Accensione posticipata di circa mezzo minuto rispetto al Mercato e poi spiegazione all’altoparlante.

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"Questa sera vogliamo spiegare una scelta che per noi è stata difficile, ma necessaria": inizia così il comunicato emesso ieri dal Rione Borgo di Rocca San Casciano dopo la simbolica ma clamorosa forma di protesta attuata alla Festa del Falò: l’accensione con circa mezzo minuto di ritardo del proprio pagliaio rispetto a quella dei rivali del Rione Mercato, le cui fiamme erano già alte.

"Conosciamo bene il valore di questa festa – dicono i rappresentanti del Borgo nella loro nota ufficiale, letta all’altoparlante prima dei successivi fuochi d’artificio – e della competizione, così sentita da tutto il paese. Negli ultimi anni, però, la gara è diventata sempre più estrema: accensioni in pochi secondi e rischi sempre maggiori. Ci siamo fatti una domanda semplice: vale la pena continuare così, sapendo che qualcuno potrebbe farsi male? Per noi, la risposta è no. Non vogliamo esporre i nostri ragazzi a questo rischio, né aspettare che succeda qualcosa di grave. Perché in quel caso non sarebbe colpita solo una persona, ma tutta la Festa del Falò".

Oltre a questa motivazione c’è anche altro alla base della polemica accensione ritardata del Borgo, ovvero quanto avvenuto un anno fa e contestato ai rivali. "Questa decisione – specifica infatti la nota – nasce anche dal fatto che, negli anni, gli organi competenti non hanno mai proposto soluzioni, accettando di fatto questa escalation. E quanto visto lo scorso anno, con l’uso di lanciafiamme artigianali, senza che nessuno intervenisse, ci fa capire che per comitato e Comune tutto questo è stato considerato regolare. Noi, invece, crediamo che così non si possa andare avanti. Per questo facciamo un passo indietro dalla competizione, perché se non lo facciamo noi, probabilmente non lo farà mai nessuno: non per rinunciare alla tradizione, ma per proteggerla. Il fuoco brucia in pochi secondi, ma questa festa deve durare nel tempo. Viva il Rione Borgo – conclude il comunicato –, viva tutti i rioni, viva la Festa del Falò".

La lettura della protesta è servita a chiarire la situazione, dopo il grande stupore degli oltre cinquemila presenti alla festa, che non avevano capito il perché della ritardata accensione. Inoltre, i rappresentanti del Borgo, prima di dare alle fiamme il proprio pagliaio, avevano anche rivolto grida agli avversari del Mercato che stavano appiccando il fuoco della propria pira.

A parte tutto ciò, la festa è continuata con il grandioso spettacolo pirotecnico sul fiume e sul Castellaccio e poi con le due sfilate dei carri allegorici e dei figuranti del Borgo e del Mercato fino a tarda notte. Oggi alla mattina nuova apertura degli stand e nel pomeriggio, dalle 16 in poi, le due sfilate dei rioni. Con ogni probabilità, però, le polemiche (e i conseguenti chiarimenti) non finiranno qui.

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© il Resto del Carlino