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Gianni Morandi Story: “C’era (e c’è) un ragazzo, a 81 anni riparto in tour”

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03.04.2026

Gianni Morandi riparte in tour a 81 anni

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Bologna, 3 aprile 2026 – Immerso nel verde della campagna emiliana di San Lazzaro di Savena, il buon ritiro di Gianni Morandi è lo scenario perfetto che fa da sfondo alla canzone che segna il suo ritorno discografico Monghidoro, una ballata pop alla Blues Brothers, scritta dall’amico Jovanotti, per celebrare un rapporto stretto e profondo.

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“Monghidoro? Un regalo di Lorenzo”

“Un regalo di Lorenzo”, dice il cantante che ha accolto la stampa nel suo bel casolare immortalato in tante celebri “foto di Anna“, che hanno fatto impazzire il web, “una canzone nata dalla nostra vicinanza, dalla bellezza della nostra frequentazione. Lorenzo è una persona generosa, intuisce subito quello di cui hai bisogno, come quando, saputo che mi ero frantumato una mano, mi ha chiamato perché aveva scritto per me una canzone, L’allegria, che suonava come un augurio”.

Sintonia perfetta con Jovanotti

E che tra i due la sintonia sia perfetta, lo dimostra l’irruzione di Jovanotti in videochiamata, con una serie di gag improvvisate sui versi del brano: “sono troppo lunghi” lo rimprovera Morandi, “non riesco a ricordarli a memoria”. E l’altro, di rimando: “Gianni, io vengo dal rap. Lì tutto si basa sulla parola, non riesco a scrivere testi più corti”.

Nel testo i riferimenti alla vita di Morandi sono tanti. A partire da quel “pazzo di Monghidoro” che fa tornare alla mente l’appellativo che Lucio Dalla aveva coniato per l’amico, Psyco. “Tutto nasce da un’idea di Lorenzo”, racconta Morandi, “che mi dice Gianni, ricostruiamo le tue origini, il luogo da dove provieni, sarà il pezzo perfetto per aprire le date del tuo nuovo tour”. Undici i concerti – lo spettacolo si chiama C’era un ragazzo. Gianni Morandi Story –, per adesso previsti. Si parte da Conegliano Veneto – Jova ha promesso di esserci – il 15 aprile, si prosegue il 17 ad Assago (qui potrebbe raggiungere il padre sul palco Tredici Pietro), il 19 a Torino, il 21 a Roma, il 24 a Casalecchio di Reno, il 26 a Firenze, il 28 a Terni, il 30 a Montichiari, il 2 maggio a Pesaro, il 4 a Padova e il 6 a Genova.

“Non ho mai avuto un vero manager negli ultimi anni” 

“Non ho mai avuto un vero manager negli ultimi anni – confessa Gianni – le apparizioni live alla quali sono più legato sono la serie impressionante di date che ho fatto al Teatro Duse. Ma li ero a casa a Bologna, ho chiamato io il direttore del Teatro e gli ho proposto i concerti, praticamente senza nessuna esigenza tecnica. Quando Trident mi ha chiesto se avevo voglia di tornare a esibirmi dal vivo, pensavo ai teatri, non certo alle mega arene che si stanno riempiendo molto velocemente”.

Il tour è dedicato ai 60 anni di ‘C’era un ragazzo...”

Il tour è dedicato ai 60 anni dalla pubblicazione di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. “Una canzone pacifista, pubblicata nel 1966, che ho voluto come titolo per il mio ritorno ai concerti, visti i tempi difficili che corrono. Nel 1981 fui invitato in Russia, in quel periodo ero molto famoso all’estero, in Europa, ma anche in Giappone e in Sud America, per ritirare un premio proprio per il mio impegno a sostegno del pacifismo, espresso in particolare da quel brano. E pensare che adesso la Russia è un paese che ha scatenato una guerra che sembra non abbia fine”.

Tanti i classici di una carriera lunghissima

Tanti classici da una carriera lunghissima e due brani nuovi, nel repertorio dei concerti. “Uno è quello di Lorenzo, l’altro l’ha scritto Giovanni Caccamo e parla delle canzoni che hanno avuto una importanza decisiva nella nostra vita, che hanno scandito momenti memorabili e che, ogni volta che le riascoltiamo, ci fanno commuovere. A me succede quando mi capita di sentire Io che amo solo te, perché è stata la colonna sonora della mia prima cotta, era il 1962, e mi innamorai follemente di una ragazzina cullandoci con quelle note, che erano un super successo”. Il ricordo va poi a Celentano (“sta bene e mi piacerebbe che tornasse in tv”), a Gino Paoli (“quante avventure insieme”) e a Francesco Guccini “che una volta mi disse che C’era un ragazzo era una storiella in confronto alla sua Dio è morto”.

“Non ci credo – continua Morandi – di essere arrivato a 81 anni, e sottolineo 81, e riempire ancora i Palasport. Il mio futuro? Lo immagino come quello di un mio idolo, Charles Aznavour, che sino alla fine pianificava concerti”. Allora riapriamo il calendario, Gianni? Continuano ad arrivare richieste per nuovi spettacoli, interviene la sua agente. “Godiamoci questo giro, intanto, poi faccio riposare le corde vocali e ricominciamo!”

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