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Museo dei bambini al Pilastro, le prime gettate di cemento con la scorta della polizia

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31.03.2026

Betoniere al lavoro per la prima gettata di cemento

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Bologna, 31 marzo 2026 – Al Pilastro, scortate da un ingente dispositivo di polizia, sono arrivate questa mattina le betoniere, per iniziare le gettate di cemento per realizzare le fondamenta del  Museo dei Bambini. All’arrivo degli operai è subito scattata una “chiamata alle armi“ degli attivisti no MuBa: una quindicina sono in presidio al parco Mitilini, Moneta e Stefanini. La situazione è al momento tranquilla, gli attivisti si sono limitati a delle “battiture” alle barriere del cantiere e i lavori per il momento vanno avanti.

Continua così la mobilitazione contro il progetto da sei milioni e mezzo di euro tra contrasti politici, esternazioni allucinanti (come il paragone tra il cantiere e il lager di Auschwitz che ha scatenato la rabbia di Anpi e Aned), presidi con annessi tentativi di boicottaggio del lavoro degli operai e atti vandalici.

L’ultimo atto delle proteste, che è costato una manciata di denunce per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio ad altrettanti attivisti, risale ai giorni scorsi, quando alcuni attivisti MuBasta hanno cercato di bloccare i lavoratori: la polizia ha spostato i manifestanti, arrivando a contatto con alcuni di loro. La risposta è stato un lancio di oggetti e sedie all’indirizzo degli agenti.

Cos’è il Museo delle Bambine e dove dovrebbe nascere

La costruzione del Museo delle bambine e dei bambini di Bologna, “nuovo polo culturale destinato a diventare punto di riferimento nazionale per l’educazione e la diffusione della conoscenza rivolta alla fascia d’età 0-12 anni” (come scrive il Comune) è stata decisa all’interno del parco Mitilini, Moneta e Stefanini (ossia i tre carabinieri trucidati al Pilastro dalla Uno Bianca). Per la realizzazione della struttura sono stati tagliati 4 alberi platani – in realtà sono diventati 5 perché ne è stato trovato uno malato e infestante nella zona –, altri 9 alberi sono stati spostati. “Ma ne pianteremo 38 nuovi”, ha promesso il Comune.

Il MuBa è un intervento da oltre 9 milioni di euro: la fine del cantiere è prevista a marzo 2027. Il nuovo edificio di 1.500 metri quadri – spiega il Comune – è disposto su “3 piani fuori terra fra cui un tetto verde accessibile per le attività laboratoriali e il gioco”.

Il comitato del no: “No al consumo del suolo”

Ma un gruppo di residenti è contrario al progetto che - sostengono - distruggerà il parco pubblico e toglierà spazio verde. “L'edificio che dovrebbe ospitare il museo comporterà la cementificazione di una grande parte del parco e il taglio di numerosi alberi: invece di prato, alberi e verde affacciandosi alla finestra i residenti vedranno una struttura in cemento di tre piani”, hanno spiegato. Da mesi, il gruppo Mu.Basta ha chiesto un incontro con il Comune per esprimere le proprie perplessità. Una assemblea pubblica c’è stata: era presente l’assessore Daniele Ara. Ma – rivendicano i contrari – non è stato un dialogo diretto tra le due parti, ma solo un momento collettivo.

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© il Resto del Carlino