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Prof morto dopo la gita scolastica. Balcone crollato, ecco la consulenza: "Degradato e senza manutenzione"

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17.03.2026

La tragedia di Davide, l’atto della Procura: "Non risultano effettuati interventi preventivi per limitare i rischi"

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Lo stato di manutenzione di quel maledetto balcone era "carente" con un pronunciato "degrado" della zona sui "cui insisteva". E ancora: negli anni "non risultano effettuati quegli interventi preventivi volti a limitare le situazioni di rischio". Eccole le oltre 400 pagine, comprensive di allegati, dell’ingegner Giuseppe Cardillo, consulente nominato dal pm Sveva Insalata chiamato ad esprimersi sullo stato, sulla manutenzione e sulle cause del crollo – era il 9 gennaio 2024 – del balcone di Villa Beicamina, residenza settecentesca a Ro Ferrarese. Una tragedia assurda, insensata, paradossale. Una gita scolastica con 33 bimbi, il pavimento che si sbriciola, due uomini che volano giù da 5 metri. Uno, Giovanni Delle Molle, ferito, l’altro morirà 9 giorni più tardi: Davide Benetti, 43 anni, prof di sostegno a Ro (rappresentato dai legali Simone Bianchi e Ilaria Ricchieri). Tre gli indagati per omicidio e lesioni colpose, proprietari della villa. A parlare ora, dopo un’attesa spasmodica – il 20 gennaio 2025 il conferimento dell’incarico – sono le carte della consulenza tecnica che mettono in evidenza uno stato deficitario della piccola area sbriciolatasi sotto il peso delle persone.

Parte da un’analisi generale sullo stato della villa, l’ingegner Cardillo, la quale "ha subito nel tempo modifiche, la più sostanziale a metà dell’800". Ma se "lo stato di manutenzione dell’immobile risulta discreto", ciò, sottolinea il consulente facendo riferimento a una serie di foto scattate nell’immediatezza dell’evento, non si può dire per la "conservazione del balcone, apparso carente". Balcone realizzato ai primi del ’900. Non viene dimenticato come l’intera villa sia "oggetto di vincolo della Soprintendenza, aspetto che comporta il rispetto di tutte le tutele previste dalla legge". E tra queste "l’obbligo di conservazione in capo alla proprietà". Poi ecco la pioggia di critiche al balcone dove "non risultano tutti quegli interventi preventivi volti a limitare le situazioni di rischio e a garantirne la fruizione", nonché "quelli manutentivi ovvero il controllo delle condizioni del bene e delle sue parti". Un dettaglio importante, per il consulente, è la presenza di muschio e "di altri degradi rilevati", i quali denotano "una carenza di manutenzione ordinaria che di fatto incide sulla durata del bene ed è indice di un mancato controllo nel tempo". Insomma, la situazione di "degrado del terrazzino" e la "rottura presente a lato dello stesso", avrebbero dovuto "indurre a verificare l’idoneità statica dello stesso, imponendo, nel caso, una limitazione all’utilizzo o inibendone l’accesso". Ma così non fu.

La questione, precisa ancora l’atto, non sarebbe incardinata se il numero delle persone andate sul balcone la mattina della gita "fosse o meno superiore a quanto contemplato da una specifica norma". Bensì "se il suo utilizzo fosse possibile o andasse limitato". Insomma, negligenze in capo ai proprietari per "non aver prestato la dovuta attenzione allo stato del terrazzino", "non aver eseguito la manutenzione e non essersi attivati a fronte di segnali visibili di degrado"; e imprudenze "per non aver adottato cautele per interdirne l’accesso e non aver fatto ricorso a professionisti per una valutazione sul grado di sicurezza del balcone".

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