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L’inchiesta del 2021. Antincendio non a norma e "rischio esplosione". Le magagne dei proprietari

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27.01.2026

Una protezione ignifuga mancante, la sicurezza dell’impianto "seriamente compromessa", il "rischio di esplosione". Tutto all’interno del grattacielo. Eccoli atti e passaggi inediti dell’indagine 2017-2021 della Procura sulla sicurezza del grattacielo, finito tristemente agli onori delle cronache dopo il rogo alla Torre B di due settimane fa e dopo la decisione del sindaco Fabbri di sgomberare le altre due, B e C. Carte nelle quali è delineata nel dettaglio la gravissima situazione interna al maxi condominio, inaugurato alla fine degli anni ’50, che prosegue da tempi immemori e dove gli interventi posticci non sono mai riusciti a rendere pienamente sicura la situazione.

CAMERA STAGNAIl documento, firmato dal pm Ciro Alberto Savino, è datato 19 luglio 2021. Il punto finale – la richiesta di archiviazione accolta definitivamente dal gip Danilo Russo il 5 agosto di quello stesso anno – di un fascicolo aperto nei confronti dell’ex amministratrice di condominio, Tiziana Davì. Accusata, scrisse il magistrato, "di avere omesso di dotare il complesso immobiliare" da 189 unità, "dei dispositivi antincendio". Due i rilievi mossi: a livello civilistico la mancata presentazione della Scia antincendio, penalmente il reato di omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (nelle torri prestano servizio un custode e una squadra di pulizie). Si fa riferimento a una consulenza dell’ingegnere Emanuele........

© il Resto del Carlino