Nodo di Bologna, chat diretta fra de Pascale e Salvini su WhatsApp: “Accordo vicino per mini Passante e A14”
Da sinistra: il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini e il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale
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Bologna, 23 aprile 2026 – Un chat con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini per cercare di affrettare il più possibile una soluzione sulla questione tratto bolognese della A14 e tangenziale. Lo rende noto il presidente della Regione, Michele de Pascale.
Filo diretto con il ministro Salvini
Sul versante dell'ampliamento del nodo autostradale di Bologna “ormai quasi 10 anni fa si è fatta una scelta di fondo, quella di non aumentare in maniera significativa la capacità dell'attraversamento di Bologna. Diciamo che è una scelta storica, per altro a un certo punto l'infrastruttura nord di Bologna era osteggiata da tutti, non c'era più un una voce che la che la difendesse ed è prevalsa l'idea di un adeguamento in sede di quel nodo. Ho una chat di WhatsApp con il ministro Salvini intensissima in questi in questi giorni: in Romagna noi diciamo piuttosto che niente meglio piuttosto e siamo arrivati al punto che qualcosa si deve fare”.
Così, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale della presentazione del progetto di riqualificazione dell'aeroporto 'Fellini’ di Rimini è intervenuto sul tema del nodo autostradale bolognese, il cosiddetto Passante.
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Le richieste di ‘aggiustamento’ del Ministero
“Il ministro – ha osservato – ci ha chiesto di ridurre di un altro po’ la portata dell'opera rispetto all'accordo che era stato fatto nel precedente mandato: arriveremo all'accordo. Ormai stiamo aspettando la convocazione, il giorno della firma che prevede un ampliamento delle corsie nel tratto romagnolo fra Bologna e lo svincolo di Ravenna, e prevede un adeguamento della tangenziale. Non prevede uno stravolgimento, la decisione è quella di un adeguamento non eccezionale”.
Una vicenda partita alla fine del 1990
Una storia infinita quella del nodo di Bologna, partita ormai tra la fine dei ‘90 e l’inizio dei Duemila e arrivata fino al 2026: in mezzo deviazioni, come il valzer dei vari progetti, e ostacoli, come l’aumento delle materie prime. Un surplus di costi che aveva fatto lievitare il prezzo della maxi opera, in grado di by-passare gli imbottigliamenti bolognesi e snellire il flusso dalla costa adriatica alla dorsale emiliana, fino a 3,5 miliardi.
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Il rebus delle altre opere viarie
Non è chiaro il destino delle altre opere che inciderebbero sull’area metropolitana di Bologna e che da tempo chiedono sviluppo: dalla Trasversale di Pianura al Nodo di Funo, fino a rotatorie e altri impianti.
La Regione le ha sempre confermate e le ha sempre ritenute una priorità: se non dovessero essere inserite nel nuovo ‘pacchetto’ del mini Passante (dove invece dovrebbero esserci le riqualificazioni da parte di Autostrade di ponti e viadotti) e realizzate in questa fase, la loro conferma verrebbe richiesta da viale Aldo Moro nell’ambito della nuova concessione della rete autostradale, una volta scaduta quella in vigore (che termina nel 2038). Per saperne di più su tempi e dettagli dell’intervento, però, c’è ancora da aspettare.
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