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La cura Parlato funziona

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03.03.2026

Spal, solo due gol incassati in sei gare. E cresce la mentalità. .

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C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi di antico, perchè riporta l’Ars et Labor alle modalità delle strisce vincenti di inizio campionato: la Spal è tornata a non subire gol. Così fu nei giorni in cui sperava ancora di conseguire il primo posto, così è da quando è arrivato in panchina Carmine Parlato. Come si è detto che le sue prime partite a 3-5-2 hanno coinciso con l’eliminazione dalla Coppa Italia e con il virtuale addio alla promozione diretta, così va osservato che fin qui la sua Spal ha incassato appena 2 gol in 6 partite, ed entrambi per marchiani errori individuali: di Mazzali a Brescello col Nibbiano, di Senigagliesi con il Castenaso. Nelle ultime tre giornate si sono registrati finalmente tre clean sheets. Era già accaduto nel posticipo di Comacchio, ma fanno testo soprattutto i 345’ più recenti, in cui si sono anche concesse pochissime occasioni di colpire agli avversari di turno. Prendete il match di Russi: nonostante l’espulsione di Giacomel, in oltre un’ora di gioco i padroni di casa hanno creato due sole opportunità con Saporetti e Grazhdani, consentendo al bravo Luciani di non dover sudare sette camicie.

A Parlato si era chiesto di curare meglio la fase difensiva e di esaltare una mentalità da combattimento fin lì carente, se non quando era il momento di tentare di reimbottigliare disperatamente il latte versato. Il primo appello è andato purtroppo inevaso, e il cambio di modulo è costato altri 4 punti di distacco dal Mezzolara. Ma segnatamente nelle due ultime partite vinte la Spal ha mandato segnali di fumo, dando la sensazione di prendere meno rischi in retroguardia e di calarsi meglio nella categoria. Ha vinto e ha anche giocato con trame più convincenti, grazie a un approccio alla partita finalmente sufficiente. Due messaggi sono ancora pochi, ma se si conferma questa tendenza, si può arrivare ai playoff se non altro con qualche speranza di aggiudicarseli. Nelle maratone da trenta e passa partite, vince chi non prende gol, il calcio è fatto così. Il Mezzolara, che ora libero dell’ombra della Spal vola ancora più forte, ha vinto 13 delle ultime 15 partite pareggiando le altre 2 perchè ha incassato 5 gol soltanto in tre mesi di trionfi continui. Ed è curioso osservare che la sua serie senza sconfitte iniziò con lo 0-0 in inferiorità numerica ottenuto contro i biancazzurri, che nello stesso periodo si sono fatti infilzare 13 volte. Un solo ko, in casa col Pietracuta, ma una serie infinita di pareggi che stanno facendo la differenza. Ora Parlato è atteso da due gare casalinghe consecutive con Solarolo e Mezzolara, ma sembra tardi per far corsa sulla capolista. Verosimilmente toccherà giocarsi tutto in crudeli playoff, in sei partite decisive. Nel frattempo, sarebbe confortante difendere il secondo posto vincendo spesso, per costruirsi una forza mentale e una consapevolezza che solo i successi sono in grado di dare, e mostrando anche sul piano del gioco i progressi accennati nelle ultime due gare.

Andrebbero eliminate anche alcune smaccate tendenze all’autolesionismo che ancora affiorano qua e là. In pieno recupero non si possono regalare due falli laterali in attacco a un Russi proteso alla ricerca del pareggio perchè perde volontariamente troppo tempo nel batterle: soprattutto la seconda volta è stata grave, perchè si era già avvertiti dalla prima immediatamente precedente, e l’arbitro si è sentito preso in giro. Cosa si sarebbe detto se il Russi avesse pareggiato su una rimessa invertita? Prima c’era stato anche un corner omaggiato ai ravennati per un rinvio ritardato da Luciani. Far trascorrere qualche secondo in più in 10 contro 11 è normale, ma non si deve esagerare, anche perchè i direttori di gara, sapendo che a breve si va verso quell’adeguamento della normativa, stanno già anticipando la norma.

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© il Resto del Carlino