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Nautica green, crisi Silent. Tutti in cassa integrazione

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15.04.2026

Il varo del catamarano elettrico della Silent al porto di Fano nel 2023

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Tutti in cassa integrazione. Per un anno. Il cavaliere bianco non si è presentato con i soldi in mano per rilanciare i progetti della "Silent", la società che costruisce catamarani totalmente elettrici e che ha la sua sede in via Papiria. Alla luce della situazione gli amministratori hanno dovuto presentare un concordato in bianco in tribunale che è stato accettato ed ora l’ad Marcello Vitali e soci dell’azienda dovranno presentare un piano di risanamento. Degli oltre 100 dipendenti, una trentina si sono licenziati e gli altri 77 sono stati posti in cassa integrazione straordinaria per un anno.

Una situazione precipitata negli ultimi mesi quando l’azienda è entrata in crisi di liquidità per cui stava ritardando il pagamento degli stipendi. Questo aveva innescato la discesa in campo dei sindacati al fine di monitorare il futuro dei lavoratori. Alla fine dello scorso mese la situazione è precipitata per cui la società, che nasce grazie a due soci austriaci, si è vista costretta a presentare il concordato in bianco al tribunale di Pesaro.

"Sì, è vero che in questo momento la nautica sotto i 25 metri e in grave difficoltà – dice Marcello Vitali, ad della Silent –, ma noi abbiamo un prodotto unico al mondo per cui chi cerca un catamarano completamente elettrico ed è sensibile all’ambiente deve per forza venire da noi. Fattore questo che ci fan bene sperare per il futuro. Se c’è un cavaliere bianco all’orizzonte? In questo momento abbiamo due contatti: uno con un fondo di investimento straniero e un altro con un altro fondo, italiano, per cui speriamo di chiudere e presentare presto un piano di rilancio della produzione. Ora abbiamo in cantiere 5 imbarcazioni di cui quattro vendute, ma devono essere terminate e i clienti premono per averle. Ma per incassare bisogna consegnarle e in questo momento abbiamo oggettive difficoltà anche con i fornitori. Oltre a queste 4 ne abbiamo una quinta: noi lavoriamo solo con i contratti sottoscritti dagli armatori".

Come nascono i problemi? "Questa società – dice Vitali – è stata fondata da due soci austriaci che avevano dato tutte le garanzie per iniziare l’attività e sviluppare i progetti. Poi uno dei due soci è andato in crisi di liquidità e ci ha fatto sapere che non era più in grado di finanziarie il progetto Silent. Così si è tirato indietro anche l’altro socio per cui ci siamo riutrovati in questa situazione da cui speriamo di uscire al più presto". Sempre per restare nel settore della nautica, un operatore fanese si è presentato alla Wider per sondare la possibilità di affittare una parte del capannone al porto, ricevendo un rifiuto dall’ad, Fabio Fraternale.

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© il Resto del Carlino