Fox Petroli: la guerra tra fratelli: "Chiedemmo le analisi, dissero no"
Angelo D’Auria, imprenditore pesarese, marito di Cristina Berloni
Articolo: Fox: riparte la controffensiva: "Siamo pronti a denunciare tutti. Anche chi ha fatto riprese coi droni"
Articolo: L’export ai tempi della guerra: "Soffrono arredo e ’contract’ . E il costo dell’energia fa danni"
Articolo: "No all’impianto del gas". Fronte protesta diviso: ora i Verdi attendono
Fratelli coltelli. Ormai i figli di Alberto Berloni, fondatore della Fox Petroli, viaggiano lungo strade che non si incontrano. Anzi. Tanto che la figlia Cristina, assieme al marito Angelo D’Auria, ha costituito una fondazione con finalità culturali, per interventi in città, intitolata ai genitori Alberto e Mirella Berloni. Una specie di schiaffo morale nei confronti del resto della famiglia. Cristina Berloni ed Angelo D’Auria vanno avanti insomma per la loro strada anche perché la proposta di costituire una fondazione era stata bocciata in consiglio d’amministrazione della Fox. Ultima novità di questa guerra scoppiata all’interno di una delle più ricche famiglie non solo di Pesaro ma dell’intera regione.
Perché quando si parla dei quattro fratelli "mi preme precisare – dice Angelo D’Auria – che né io e né l’azionista che rappresento ci sentiamo rappresentanti dagli attuali vertici del gruppo Fox che peraltro non abbiamo contribuito a nominare per cui ci dissociamo dall’operato del consiglio di amministrazione della Fox Petroli e Fox Petrolifera". Quindi si arriva ai numerosi motivi d’attrito e sullo stato dei rapporti: "Claudio Pepe presidente di Fox Petrolifera ci ha recentemente comunicato – prosegue D’Auria – che in quanto semplici soci, benché con una partecipazione del 26%, non avremmo titolo a conoscere e ricevere il business plan del progetto Gnl di Pesaro (il deposito del gas liquido alla Fox, ndr) per cui non siamo in condizioni di valutare né la convenienza per i soci che i potenziali benefici per la città di Pesaro".
Quindi D’Auria entra nel merito del progetto che sta facendo discutere da ormai diversi mesi. "Per quanto riguarda le criticità ambientali del deposito di Tombaccia, già nel luglio 2025 avevamo proposto, in uno spirito di totale trasparenza, l’esecuzioni di analisi ambientali indipendenti sulle condizioni effettive del sito offrendoci di sostenere i costi in via esclusiva a tutela degli interessi di tutti i soci. Tale proposta è rimasta senza esito e, di lì a pochi giorni, siamo stati estromessi dai soci, fratelli di mia moglie, dal cda delle controllante".
Quindi D’Auria torna anche sugli sviluppi dell’intervista rilasciata al ‘Carlino’ poco meno di tre mesi fa, nella quale si criticava anche aspramente la richiesta dei due milioni di danni nei confronti di Roberto Malini e Lisetta Sperindei di "Pesaro No Gnl". Dice il consorte di Cristina Berloni: "Sono stato formalmente intimato di non rilasciare ‘dichiarazioni lesive dell’immagine, del buon nome e della reputazioni del gruppo Fox‘; nulla però è stato controbattuto nel merito delle critiche mosse, peraltro fattuali, che invece riteniamo di avere tutto il diritto di far conoscere alla cittadinanza di Pesaro". Dopodiché D’Auria aggiunge, al riguardo della causa contro Malini e Sperindei, che "mi è stato intimato che una eventuale mia testimonianza al processo sarebbe sarebbe considerata tout court come contraria agli interessi della società e quindi con potenziali risvolti nei nostri confronti".
Inoltre viene tirato fuori un altro caso che sollevò proteste, per la polvere ed i rumori, nel corso dell’’ultima estate e cioè i lavori al’ex hotel ‘Bussola’ in via Nazario Sauro che è di proprietà della società Silver Fox. Dice D’Auria: "Mi era stato minacciato di revocarmi dalle cariche di amministrativo esecutivo che ricopro in diverse società del gruppo. Uno dei motivi è stato quando nell’estate scorsa a seguito delle lamentele per i cantieri della Bussola, mi sono interessato per bloccare i lavori nel periodo estivo, ascoltando le giuste rimostranze della città e dei fruitori dei bagni prospicienti il palazzo in costruzione. Minaccia reiterata più volte e, ad oggi, rimasta sulla carta".
© Riproduzione riservata
