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Morti in ambulanza, Spadino e testimoni: chi mente? Sotto torchio amici e colleghi, Procura pronta al round finale

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23.04.2026

Il procuratore Enrico Cieri e il comandante Di Pilato (Frasca); in alto, Luca Spada

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Forlì, 23 aprile 2026 – Di nuovo sotto torchio. Per confrontare versioni, soppesare discrepanze. E per capire chi mente e chi no. I testimoni chiave del caso Spadino tornano dagli inquirenti.

Ieri mattina in caserma, in corso Mazzini, i carabinieri hanno sentito i soci dell’agenzia funebre di Meldola amici di   Luca Spada, 27 anni, accusato di omicidio volontario aggravato, ora in carcere per la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, deceduta il 25 novembre 2025. Per altri cinque morti in ambulanza, quando c’era sempre lui lì al loro fianco nel retro dell’ambulanza della Croce Rossa di Forlimpopoli-Bertinoro, Spadino resta comunque indagato, anche se il giudice ha riconosciuto la mancanza di indizi per la custodia cautelare: per la procura il 27enne avrebbe ucciso tutti e sei gli anziani – tra febbraio e novembre 2025 – mentre venivano trasferiti in trasporti secondari (non in emergenza), insufflando aria nelle vene con una siringa attraverso un catetere. Gli inquirenti hanno sentito i due delle pompe funebri dopo l’interrogatorio dell’indagato di una settimana fa davanti al gip Ilaria Rosati.

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Alcune dichiarazioni rese da Spadino mercoledì scorso in tribunale non collimano con le sommarie informazioni rese ai detective durante la prima fase delle indagini. Nel pomeriggio di ieri è stata poi la volta di due colleghi crocerossini di Spadino, Radu Cosmin ed Ester, escussi in procura dai militari dell’Arma alla presenza del pm Andrea Marchini, che coordina l’inchiesta con capo dell’ufficio requirente Enrico Cieri. Anche i loro resoconti forniti agli inquirenti durante le indagini cozzerebbero con le affermazioni di Spadino. Chi mente e chi no? Gli inquirenti questo vogliono capire. Anche perché sia Radu sia Ester sono stati più volte intercettati durante le indagini. Soprattutto le dichiarazioni di Ester risultano fondamentali: c’era lei alla guida dell’ambulanza il giorno della morte della 85enne Denna Mambelli, al cui corpo venne poi eseguita subito l’autopsia che accertò – secondo il referto del medico legale Donatella Fedeli – che la donna era morta per ’embolia gassosa’ innescata da un flusso anomalo d’aria nel sangue. Domani invece saranno interrogati a Forlì, dai Nas di Bologna, altri colleghi della Cri di Forlimpopoli.

Al termine di questo giro d’interrogatori gli inquirenti faranno un summit per definire la strategia definitiva da seguire. Stando a fonti investigative, la linea prevalente sarebbe quella di chiedere il rinvio a giudizio di Spadino per tutti e sei i decessi. E a quel punto il 27enne, per la pubblica accusa, sarebbe un serial killer degli anziani. Senza un movente. Se non quello psicologico.

Nel frattempo anche i parenti di Vittorio ’Victor’ Benini, noto sassofonista di 84 anni di Forlì, morto in ambulanza con Spadino il 13 ottobre 2025, si sono costituiti ufficialmente parti offese, supportati dagli avvocati Massimo Mambelli e Max Starni, che difendono anche i famigliari di Deanna.

La difesa di Spadino (gli avvocati Marco Martines e Gloria Parigi) attende invece di ottenere dalla procura il video dell’autopsia, per smontarne le conclusioni, affidando la perizia a Mauro Pesaresi, medico legale di Ancona. In queste ore inoltre la Cri di Forlimpopoli sta valutando il licenziamento di Spadino.

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© il Resto del Carlino