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Il silenzioso abbandono di Porta San Pietro: "Il degrado è di casa"

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09.03.2026

Non solo il centro storico. Giacomo Scillia ex vice segretario provinciale di Confesercenti, segnala criticità in un’altra zona della città:...

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Non solo il centro storico. Giacomo Scillia ex vice segretario provinciale di Confesercenti, segnala criticità in un’altra zona della città: "Nel dibattito cittadino sulla qualità urbana di Reggio Emilia esiste una zona che da troppo tempo appare ai margini: l’area che ruota attorno a Porta San Pietro, lungo la direttrice storica di Via Emilia San Pietro. Chi vive o frequenta quotidianamente questa parte della città lo sa: negli ultimi anni la percezione è quella di un progressivo e silenzioso abbandono urbano".

Secondo Scillia quella che dovrebbe essere una zona di rilievo della città è ora condannata a una realtà diversa: "Si tratta di uno dei punti storicamente più importanti di Reggio Emilia, ma oggi troviamo saracinesche abbassate, attività commerciali che faticano a sopravvivere, episodi di microcriminalità, consumo di alcool in pubblico, piccoli fenomeni legati allo spaccio di droga, che rappresentano ormai una realtà che chi abita in zona conosce bene".

L’ex vice segretario indica poi qual è il vero nodo da risolvere: "Il punto della questione riguarda la mancanza di una visione chiara. Negli ultimi anni l’impressione diffusa tra residenti e commercianti è che l’assessorato al commercio non abbia espresso una vera strategia per il centro storico. Ma il problema non è solo strategico. Manca una visione tattica, fatta di piccoli interventi, iniziative mirate, programmazione culturale e presenza istituzionale sul territorio".

Scillia indica che gran parte delle iniziative cittadine continuano a concentrarsi sempre negli stessi luoghi del centro. Eppure qui si trova uno dei complessi culturali più importanti della città: i Chiostri di San Pietro. "Per funzionare davvero serve un tessuto urbano vivo attorno. Le città non muoiono all’improvviso, ma si spengono lentamente, se alcuni luoghi smettono di essere al centro dalla vita quotidiana dei cittadini. Perché quando una città dimentica una delle sue porte storiche, perde una parte della propria identità".

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© il Resto del Carlino