Aq16, Fratelli d’Italia non molla: "Illegalità tollerata, gli onesti pagano"
Gli spazi del centro sociale Aq16: da diversi giorni al centro delle polemiche, dopo che gli stessi rappresentanti hanno confermato il loro abusivismo. Sopra il capogruppo di FdI Cristian Paglialonga
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Non si spegne la polemica attorno al centro sociale Aq16. Continua infatti botta e risposta tra l’opposizione di centrodestra e la giunta: i primi chiedono misure immediate per quanto riguarda la sicurezza oltre a chiarimenti sulla situazione degli spazi, risultati di fatto abusivi. La giunta invece rigetta gli attacchi accusando il centrodestra di ‘sciacallaggio e propaganda’. Dopo le parole del capogruppo Pd in consiglio comunale Riccardo Ghidoni, arriva la dura replica di Aragona Alessandro, consigliere regionale, e Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. "C’è un aspetto che l’amministrazione farebbe bene a spiegare a tutta la città e a tutti gli operatori che ogni giorno lavorano rispettando le regole: chi oggi dovrebbe vergognarsi non è Fratelli d’Italia che ha sollevato il problema. Ma è chi ha amministrato questa città per anni tollerando una situazione di illegalità mentre chiedeva sacrifici a tutti gli altri cittadini. Vergognatevi voi, davanti ai commercianti che pagano tasse comunali sempre più alte. A chi paga affitti, tasse, utenze, autorizzazioni, licenze e permessi per lavorare nella legalità".
FdI attacca il Comune, accusato di continuare a intensificare controlli e sanzioni verso chi opera "alla luce del sole, per oltre vent’anni si è consentito che all’interno di Aq16 si svolgessero attività senza titoli, senza autorizzazioni e senza le certificazioni previste dalla legge. Questo non è solo un problema di legalità. È un problema enorme di rispetto verso tutti gli altri cittadini che ogni giorno fanno sacrifici per rispettare le regole". Paglialonga inoltre rincara la dose, affermando che la situazione sia emersa solo dopo l’interpellanza portata in consiglio comunale da Fratelli d’Italia, che accusa il Pd, reo di conoscere la situazione da diversi anni, senza intervenire in maniera concreta: "Abbiamo messo fine alla copertura politica di un’illegalità conosciuta ma tollerata dal PD per evidenti interessi politici, arrivando persino a esporre i cittadini a rischi gravissimi e a consentire una palese concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti che ogni giorno rispettano le regole".
Infine i consiglieri di FdI replicano alle accuse di sciacallaggio rivolte da da Aq16 dopo il parallelo sui fatti di Crans-Montana: "A Reggio Emilia, come a Crans-Montana – da quello che emerge dalle prime ricostruzioni– abbiamo amministrazioni che sapevano e non sono intervenute. Se oggi parlano di verifiche e di soluzioni amministrative significa una cosa sola: che fino a ieri hanno tollerato tutto". "È per questo -conclude Paglialonga- che oggi chi ha amministrato questa città dovrebbe chiedere scusa non a Fratelli d’Italia, ma a tutti i cittadini onesti che ogni giorno rispettano le regole e pagano fino all’ultimo euro di tasse".
Nel frattempo il centro sociale non arretra di un millimetro e continua le sue attività, dopo aver al corteo a favore del ’No’ al referendum a Bologna. Ai social affidano invece la propria replica: "L’attacco verso gli spazi sociali e verso il Lab Aa16 si inserisce perfettamente nel modello di propaganda che la destra vuole portare avanti, un modello che semina completa e becera disinformazione, e che si sostiene alimentando odio nelle persone che non conoscono le realtà gli spazi autogestiti. Gli spazi sociali sono cuore pulsante e ibrido delle città, luoghi fondamentali di aggregazione, cura e autorganizzazione, posti che si svincolano dalle pratiche di profitto, dalla mera speculazione e dalla noncuranza che vengono invece inasprite da chi ci governa oggi.
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