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Disagio giovanile, la lezione di Enrico Galiano

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28.03.2026

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Modena, 28 marzo 2026 – Empatia, ascolto e consapevolezza: sono questi i temi che hanno guidato l’incontro con lo scrittore e insegnante Enrico Galiano, ospite alla Coop Sigonio nell’ambito della campagna ‘Close the Gap’ promossa da Coop. L’obiettivo di Coop è riportare l’attenzione su un’urgenza sempre più evidente: l’educazione alle relazioni come materia  scolastica obbligatoria. «Queste iniziative mostrano la differenza tra un’azienda e una cooperativa – sottolinea Domenico Livio Trombone, presidente di Coop Alleanza 3.0 – ‘Close the Gap’ non è solo un titolo, ma un impegno concreto sulla parità di genere, reso possibile ogni giorno dal lavoro delle persone che sono qui». Nel suo intervento Galiano racconta di una vera emergenza rispetto all’educazione affettiva: «Oggi ci troviamo davanti alla difficoltà crescente dei ragazzi a nominare le emozioni –

afferma Galiano – il sostegno di personale specializzato, come psicologi presenti stabilmente nelle scuole, può essere una soluzione. Oggi la scuola per alcuni ragazzi ha perso il ruolo di ‘luogo di fiducia’: per alcuni è quasi un nemico da contrastare. Inserire nell’orario scolastico momenti in cui si parla di ciò che accade dentro di noi - pensieri, paure, difficoltà nelle relazioni - può contribuire a cambiare questa percezione distante che molti ragazzi hanno oggi della scuola». Il disagio di molti ragazzi nasce dal ‘non sentirsi visti’: «La nostra identità si costruisce attraverso lo sguardo dell’altro – spiega Galiano – pur di ottenere quello sguardo, molti ragazzi sono disposti a compiere anche azioni negative». Dai messaggi veicolati nelle canzoni all’analisi del linguaggio di genere: l’incontro è stato un’occasione per proporre la simulazione di una vera e propria lezione scolastica che ha

mostrato quanto i ruoli sociali siano ancora radicati tra uomini e donne. Attraverso esempi concreti, è emersa la normalizzazione di atteggiamenti di possesso e violenza. «La violenza non nasce mai all’improvviso – conclude Galiano – è come una muffa: cresce dove trova le condizioni giuste. E le condizioni siamo noi, le parole che usiamo, le frasi che lasciamo correre. Queste sono piccole spore che sembrano innocue, ma che insieme costruiscono un ambiente dove il rispetto fatica a respirare. E la domanda che sorge è ‘che aria stiamo creando?’, perché se l’aria è buona, le muffe non crescono. Se invece qualcosa continua a proliferare,

forse è il momento di smettere di dirci che «noi non c’entriamo».

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© il Resto del Carlino