Il futuro del Grande Fiume: “Così il meteo folle stravolge il Po”. Delta, avanti con il mose anti-sale
"Attracco per il faro, riteniamo necessario che la vicenda si chiuda positivamente e in tempi utili"
Articolo: Pesce novello, scatta la tutela: "Divieto di pesca nei corsi d’acqua"
Articolo: Plastic Free lungo il fiume Po: "Viene alla luce anche un frigo"
Articolo: Il bagnino Eros: “Dormo in spiaggia per salvare lo stabilimento. Il mare si mangia tutto, ogni anno è peggio”
Articolo: Turismo, boom nel 2025. Arrivi in crescita del 6,7%: "Attrattivi anche all’estero"
Ferrara, 14 marzo 2026 – Alessandro Delpiano è stato appena nominato segretario generale di Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. Davanti a lui le sfide del cambiamento climatico e i progetti per salvaguardare quel gigante d’acqua.
Quanto influiscono queste temperature così alte sulla gestione del fiume Po?
“Temperature alte significa poca neve sull’arco alpino e appenninico, che oltretutto inizia a sciogliersi prima e quindi un volume minore di riserva idrica disponibile proprio quando serve, nella tarda primavera e ad inizio dell’estate. Inoltre il calore genera maggiore evaporazione, con un incremento ulteriore di energia, in atmosfera e aumento della frequenza di eventi di precipitazione intensi e concentrati, talvolta violenti e anche in aree circoscritte, con criticità gravi sul territorio. L’analisi condotta nel 2022 sui 2.300 corpi idrici superficiali del distretto del fiume Po ha evidenziato come l’incremento termico, acuito dalle scarse portate estive, alteri sensibilmente gli equilibri chimico-biologici delle acque. Questo fenomeno favorisce le fioriture vegetali anomali e la riduzione dell’ossigeno disciolto, compromettendo la funzionalità degli ecosistemi acquatici. Risulta così ostacolato il raggiungimento degli obiettivi di ’buon stato’ ecologico e chimico stabiliti dalla Ue e dal piano di gestione”.
Pesce novello, scatta la tutela: "Divieto di pesca nei corsi d’acqua"
La rinaturalizzazione?
“Gli interventi finalizzati a raggiungere il target europeo del progetto Pnrr realizzati da AIPo, si concluderanno tra pochissimi giorni, a fine marzo e questa è una bella notizia. Il progetto rinaturalizzazione Po non è solo un progetto di riforestazione, ma un intervento che ripristina le funzionalità in alcuni tratti del fiume attraverso azioni concrete, soluzioni basate sulla natura; interventi progettati per consentire di intervenire sulle criticità idrauliche, idro-morfologiche e ambientali nel rispetto degli equilibri che rendono un fiume più resiliente anche agli impatti dei cambiamenti climatici”.
Meteo folle, fioritura anticipata: in campo maxi ventole anti-gelate. Fabrizio: “Il rumore notturno? Chi si lamentava ora fa il tifo per me”
L’attracco per il faro di Goro è chiuso da mesi, è un’infrastruttura cruciale per il turismo?
“Come Autorità di Bacino non siamo direttamente coinvolti sulla questione, ma riteniamo necessario che si concluda positivamente e in tempi utili. Stiamo lavorando con tutte le altre 4 Riserve Mab lungo il Po, e quindi anche con quella del Delta, per promuovere forme di turismo sostenibile che possano valorizzare i territori che il Po attraversa, unendo le forze per cercare di risolvere anche problemi come questo sensibilizzando le sedi opportune e trovando le risorse necessarie”.
Fermerete il cuneo salino?
“È stato finanziato il progetto di fattibilità tecnico-economica della barriera antisale sul ramo del Po di Pila che consentirebbe di contrastare il fenomeno in tutto il Delta. L’intervento, oltre a contrastare la salinizzazione del Delta, consentirà di poter meglio gestire le risorse idriche del Po durante i periodi più critici”.
Un po’ il mose anti-sale. Non è il solo progetto.
“Contro l’intrusione salina, Adbpo sta lavorando, con le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, Arpa e Cnr, ad un modello idrodinamico che consenta di valutare preventivamente l’estensione del fenomeno soprattutto in condizioni di severità idrica per consentire ai Consorzi di gestire al meglio la risorsa idrica disponibile”.
Granchio blu, la quarta invasione: caccia ai nuovi mercati in California
I progetti nel tratto ferrarese?
“Adbpo, con la Regione e il Comune di Ferrara e il supporto di Unife e Università delle Marche, è impegnata in uno studio di fattibilità per un impianto di affinamento delle acque reflue depurate provenienti dal depuratore cittadino per il riutilizzo della risorsa prodotta nel polo chimico. Lo studio è in chiusura e sono stati resi disponibili al Comune e alla Regione i risultati. Per il Po di Goro, sono presenti arginature che non hanno franchi arginali adeguati rispetto ai livelli di piena. Autorità di bacino e AIPo già nel 2017 hanno sviluppato un piano di sicurezza idraulica, del valore di 500 milioni. È stato richiesto il finanziamento, anche con il Pnrr. Risulta oggi per la maggior parte inattuato”.
Il Grande Fiume, cos’è per lei?
“Per ogni italiano è un elemento costitutivo della storia e della cultura singola e collettiva. Quando il Ministro dell’Ambiente Picchetto Frattin e il Governo mi hanno proposto questo incarico, il motivo principale che mi ha portato ad accettare è stato quel misto di fascino e di magnetismo che il Po possiede”.
© Riproduzione riservata
