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Adescata su TikTok a 12 anni, la mamma se ne accorge e fa scattare le indagini

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19.03.2026

Minore adescata su TikTok: la mamma se ne accorge e fa scattare le indagini

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Ancona, 19 marzo 2026 – Lo seguiva su TikTok e dai video che pubblicava le era sembrato un coetaneo. Vestiti sportivi, cappellino, occhiali da sole e le movenze di un ragazzino. Dietro quelle immagini però si nascondeva un adulto che avrebbe ingannato una 12enne spingendola ad inviargli foto nude dopo aver guadagnato la sua fiducia con frasi carine e piene di complimenti.

Le indagini dei carabinieri di Macerata

Questo è quello che sostiene la Procura distrettuale di Ancona che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Macerata portando a processo un 59enne per adescamento di minorenne. L’uomo, residente in Emilia Romagna, avrebbe avvicinato via social una 12enne residente tra le province di Ancona e Macerata, nel 2023.

Ha iniziato a scriverle messaggi su TikTok

 Sul TikTok le ha iniziato a scrivere messaggi carpendo la sua attenzione. Sono andati avanti due mesi, passando dal social a whatsapp, con lo scambio dei numeri di cellulare per scriversi più velocemente. Nelle conversazioni, molte sarebbero state a sfondo sessuale, l’adulto le avrebbe fatto credere sempre di avere la sua stessa età e dopo tante insistenze si sarebbe fatto mandare scatti con la ragazzina senza vestiti.

La madre si è accorta delle conversazioni

E’ stata la madre ad accorgersi delle conversazioni. La donna, parte civile con l’avvocato Roberta Boccardo, ieri mattina ha testimoniato davanti alla giudice. “Stavo controllando il cellulare di mia figlia – ha detto – come fa una madre. Aveva chiamato quell’uomo Tony, pensavo fosse un compagno di scuola invece ho trovato scritte cose brutte, parlava di sesso, c’erano foto nude di mia figlia. Ho chiamato subito mio marito e siamo andati a denunciare ai carabinieri. Poi ho tolto il cellulare a mia figlia per un anno”.

La donna ha salvato le chat con un video

La donna ha salvato le chat con un video eliminando però le foto nude della figlia, per l’imbarazzo, perché non voleva le vedesse nessun altro. Quelle immagini non sono state più recuperate, nemmeno da un consulente informatico nominato. Sarebbero state una decina, stando a quando raccontato sempre ieri dalla vittima, sentita dopo la madre, in aula ma a porte chiuse perché minorenne. Dai messaggi scambiati si dedurrebbe però che erano scatti senza veli perché l’imputato, difeso dall’avvocato Marco Proietti Mosca, commentava e faceva apprezzamenti espliciti. Il 59enne ha sempre respinto le accuse. E’ stato chiesto alla Procura di verificare se integrare l’imputazione con il reato di detenzione di materiale pedopornografico.

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© il Resto del Carlino