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Cpr sondaggio, espulsioni facili per i condannati: il 78% di chi vota a sinistra dice sì

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17.02.2026

Bologna, 17 febbraio 2026 – Il campo largo è dilaniato, il Pd emiliano-romagnolo spaccato in due correnti di pensiero. Eppure gli elettori, compresi quelli di sinistra, a quanto pare hanno le idee chiare. Sull’opportunità di facilitare l’espulsione degli immigrati condannati per aver commesso reati, il sondaggio Radar Swg che pubblichiamo qui sopra parla chiaro: è d’accordo il 76% degli italiani, il 16 % è contrario, l’8% non si pronuncia. Una maggioranza schiacciante, che trova conferma anche quando viene scorporata per orientamento politico.

Cpr a Bologna, de Pascale: “La sinistra si aggiorni in materia di sicurezza”

Sulla stessa linea elettori di centrosinistra e centrodestra

Si dicono infatti favorevoli il 78% degli elettori di centrosinistra e l’87% di quelli di centrodestra. Non così quando si parla della possibilità di attuare un blocco navale, oppure di decidere una stretta sui ricongiungimenti familiari. In questo caso i pareri sono assai meno univoci e soprattutto gli elettori di centrosinistra favorevoli scendono, rispettivamente, al 24 e al 29 %. Il che suggerisce che l’allarme, almeno a sinistra, non riguarda l’immigrazione in quanto tale ma piuttosto la sicurezza delle città e la necessità di allontare chi la minaccia.

De Pascale al Pd: “Sulla sicurezza siamo stati poco credibili”

È un tema caro al governatore Pd dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, attaccato da sinistra per aver aperto alla possibilità di un Centro per i rimpatri in Regione, come chiede da tempo il Governo. Lo hanno criticato più o meno apertamente il sindaco di Bologna Matteo Lepore ("i Cpr non funzionano, la maggior parte è vuota”), una fetta del Pd, Avs, Coalizione civica, i Cinque stelle, la Cgil. Lui, a distanza di qualche giorno, tiene il punto. Ieri, a Radio 24, si è rivolto (di nuovo) alla sua parte politica. «La messa in bella di quanto detto e fatto fin qui dalla sinistra sulla sicurezza non basta. La nostra proposta non è stata ritenuta credibile dagli elettori e non ha funzionato. La sinistra deve aggiornarla e tenere insieme prevenzione e aspetti più sicuritari. Dire che la sicurezza non si fa con la repressione ma con la prevenzione è sbagliato, si fa sia con la prevenzione, sia con la repressione”.

“Collaborare con il governo è doveroso”

Le critiche a de Pascale si sono intensificate dopo che il ministro Piantedosi ha risposto per iscritto alla sua disponibilità, annunciando che presto il governo avrebbe fatto i passi necessari per aprire un Cpr a Bologna. "Qualcuno ha detto che ho fatto un assist a Piantedosi – ha replicato ieri de Pascale – ma io cerco di lavorare per risolvere i problemi, non mi pongo il problema se quello che dico è un assist al ministro o a qualcun altro. Il principio di leale collaborazione tra le istituzioni non è una scelta, è un principio costituzionale”.

"Cpr a Bologna? Se ne discuterà col territorio”

Per il governatore anche la risposta di Piantedosi è stata sgrammaticata, perché metteva l’amministrazione di Bologna di fronte al fatto compiuto. «Nella telefonata che abbiamo avuto in un secondo momento – ha spiegato de Pascale – il ministro mi ha detto che qualsiasi decisione sarà frutto di una discussione con il territorio». Anche perché «se si vuole aprire un Cpr, il capoluogo di Regione mi sembra l’ultimo posto da cui partire in termini di tensioni sociali». Come dire, a Bologna il clima è già abbastanza surriscaldato senza gettare ulteriore benzina sul fuoco.


© il Resto del Carlino