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Chi sono gli anziani morti a fianco di Luca Spada in ambulanza: Victor era il re del sax, Mirella aveva perso tutto

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14.04.2026

A sinistra e al centro: Vittorio Benini detto Victor in una foto recente e in una da giovane. A destra Francesco Mario Scavone durante i festeggiamenti del suo compleanno

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Forlì, 14 aprile 2026 – Sei vite spezzate, tra i 69 e i 98 anni. Forse, dietro le loro morti, c’è un’unica mano, armata di siringa: quella di Luca Spada, indagato per omicidio volontario aggravato.

Deanna Mambelli, 25 novembre 2025

Deanna Mambelli, 85 anni, è la donna per la quale Spadino è in questo momento in carcere: aveva avuto un problema cardiaco a inizio novembre, ma secondo i medici – dicono i familiari – era ormai “superato”. I pm, comunque, la definiscono “soggetto fragile”. È l’ultimo dei decessi in ordine cronologico ma è quello che, dopo l’autopsia, dà un senso – per quanto sconvolgente, inquietante, difficile da credere – a una scia di decessi avvenuti prima del suo.

Mirella Montanari, 13 febbraio 2025

La prima vittima del 27enne, secondo la procura di Forlì, è Mirella Montanari, 77 anni: una vita avventurosa e difficile. Sapeva l’inglese e negli anni Sessanta era emigrata, diventando segretaria d’azienda. Oltre Manica, nasce il figlio Luca: il padre, però, non l’ha mai riconosciuto. Mirella torna in Italia, più precisamente a Gualdo, una frazione di Meldola. Anni felici accanto al suo Gualtiero, che la sposa e riconosce Luca come proprio figlio. Ma attorno a Mirella tutto diventa di nuovo a farsi aspro: muore Gualtiero, Luca perde il lavoro, Mirella viene colpita da paresi. A Meldola era seguita dai servizi sociali e dalla Caritas. Negli ultimi anni, Mirella passa da una struttura all’altra: quel 13 febbraio 2025 arriva all’ospedale di Santa Sofia con la diagnosi “ictus ischemico cerebrale”. Morirà dopo 11 giorni. Il funerale lo paga la Caritas. Pochi mesi dopo anche il figlio si spegne.

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Francesco Mario Scavone, 8 luglio 2025

Poi arriva luglio. In quel mese muore Francesco Mario Scavone, 69enne di Cusercoli, il più giovane in questa scia di morte, paziente oncologico ma non in fin di vita. Eppure l’8 luglio muore sul colpo, in ambulanza: “Condizioni cliniche sostanzialmente stabili poche ore prima del decesso. Vigile, orientato e collaborante, tanto che ne veniva programmata la dimissione immediata”.

Edoarda Gasperini, 26 luglio 2025

Poche settimane e muore Edoarda Gasperini, la più anziana: 98 anni. Viveva da circa un anno e mezzo in una struttura, la casa alloggio ‘Casadei’, a Rocca delle Caminate, tra Meldola e Predappio: “Dall’esame della documentazione medico-sanitaria – annotano i pm – emergeva che la paziente all’epoca dei fatti non risultava ricoverata presso alcuna struttura ospedaliera, in condizioni stabili di salute”. Certo, l’età è “estremamente avanzata”. Si parla di un problema a una gamba. Ma “il rapido successivo deterioramento delle funzioni respiratorie fino all’arresto cardiaco potrebbe essere ricondotto con buona probabilità ad azioni lesive esterne”. Accanto a lei, annota la procura, c’era ancora Spadino. Era il 26 luglio.

“Quella partita a carte, mai avrei immaginato che sarebbe stata l’ultima. Voglio sapere cosa è successo sull’ambulanza con Spada”

Vincenzo Pesci, 12 settembre 2025

Anche Vincenzo Pesci, 81 anni, era stato colpito da un ictus il 19 agosto. Viene descritto “grave ma sostanzialmente stabile”, “parametri vitali stabili”. Era tornato nell’ospedale di comunità della sua Modigliana: il 12 settembre arriva però già morto all’ospedale di Faenza. Pesci aveva dedicato una vita all’agricoltura, nelle terre attorno al palazzo in cui viveva al confine con Marradi. Era stato docente all’istituto di Agraria di Faenza, aveva tre figli.

Vittorio Benini, 8 ottobre 2025

Vittorio Benini detto Victor era stato un grande musicista: col suo sassofono si era esibito anche di fronte all’Aga Kahn a Saint Moritz, o insieme a Roby Facchinetti dei Pooh. A 84 anni, però, doveva fare i conti con alcuni problemi respiratori. “Ma era autosufficiente – ha detto la figlia –. Era ricoverato a Santa Sofia ma il suo trasferimento a Forlì era una visita di routine”. Durante il viaggio in ambulanza dell’8 ottobre, però, il malore: un problema cardiaco. Le figlie riescono a parlargli. Ma le condizioni peggiorano: muore 5 giorni dopo, il 13.

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© il Resto del Carlino