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"Mio padre mi ha detto: gioca, o avrai rimpianti"

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11.04.2026

I Diavoli in festa dopo la conquista della Coppa Italia. Leonardo Bacchi è all’estrema sinistra,. il giocatore che per gioco accarezza la testa del compagno Musajo

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Leonardo Bacchi, mediano di mischia di 28 anni, è arrivato a metà stagione a irrobustire la quota di giocatori reggiani del Valorugby, guadando l’Enza dopo aver lasciato Noceto e la serie A2. Nato a Boretto, Bacchi si è formato nelle giovanili del Viadana, club col quale ha esordito nel massimo campionato prima di passare all’Accademia federale. Giramondo per formazione personale, ha giocato nel Sei Nazioni U20 (2018) ma anche nel campionato spagnolo con il Barcellona (l’ala rugbistica dei blaugrana di Messi) e in Nuova Zelanda, con la squadra B del Southland di Mitre Cup, prima di tornare nella sua Boretto.

È stato lei a proporsi al Valorugby o sono venuti a cercarla loro? "Ho un rapporto di amicizia di lunga data con Marco Violi e Pippo Ferrarini, che tra l’altro sono entrambi nocetani e che a Noceto mi avevano allenato pochi anni fa. Quando purtroppo è arrivata la notizia del ritiro della prima squadra del Noceto è stato normale che arrivasse da parte loro la richiesta, anche per via dell’indisponibilità di Cuoghi. Mi sono consultato con mio padre, che è pure il mio principale nell’azienda di famiglia che ha sede a Boretto e che si occupa di materiali per l’edilizia: continuare a giocare, nonostante gli impegni di lavoro? Hai 28 anni, ha detto lui, se non lo fai finirai per rimpiangerlo".

Da lavoratore/giocatore riesce ad allenarsi quanto i compagni? "Mi capita ogni tanto di dover saltare qualche allenamento, se riunioni di lavoro o chiamate in altre succursali lo richiedono".

Ha iniziato a giocare a Viadana, da ragazzino, proprio perché nativo di Boretto? "Sì, era la squadra più vicina e poi mio padre è sempre stato loro sponsor".

Nel Valorugby, guidato dall’ex numero 9 azzurro Violi, formate un gran bel gruppo di mediani di mischia: Nicolò Casilio (1998, aquilano), che vale tuttora il livello internazionale, Elia Gherardi (2005, reggiano), Andrea Cuoghi (2002, modenese) e lei. Difficile trovare posto in campo con simili rivali? "Difficile quanto stimolante. Di Nicolò ero compagno di squadra già in accademia azzurra, Andrea è pure lui molto bravo e contiamo possa rientrare per i play-off, dopo questa lunga attesa post-infortunio; Elia l’ho conosciuto quest’anno ed è naturale pronosticargli una lunga e bella carriera".

Domani arrivano al Mirabello i Lyons Piacenza (ore 15.30) e una vittoria significherebbe qualificazione matematica alle semifinali. "Della qualificazione matematica non sapevo; guardiamo poco la classifica, la parola d’ordine è vivere partita per partita. I Lyons sono in crescita, dopo il cambio allenatore a metà stagione; hanno alcuni giocatori particolarmente efficaci, sia in difesa sia in attacco, e dovremo studiarli bene per limitare queste loro qualità".

Le Fiamme Oro hanno un piede fuori dalle semifinali scudetto. Tra Petrarca, Viadana e Rovigo, vostre probabili avversarie ai play-off, qual è la squadra che vi fa più soffrire? "Eh… sono tutte grandi squadre, Fiamme Oro comprese. Le prime cinque del campionato hanno qualità tali da potersi vicendevolmente mettere in forte difficoltà. Soprattutto in casa. Anche per questo la vittoria nella scorsa giornata in casa delle Fiamme, fino a quel momento imbattute sul proprio campo sintetico, è stata fortemente significativa".

Anche voi in casa non ve la cavate male: 12 vittorie su 12 al Mirabello, mentre fuori avete collezionato, oltre a tanti successi, 4 sconfitte. "La città sta iniziando ad affezionarsi alla squadra e al rugby, questo lo percepiamo e in casa ci aiuta. È un processo graduale, con giornate speciali come quella della finale di Coppa Italia nella quale il pubblico è stato uno spettacolo. Luca Bigi, che si è preso per primo il compito di questa opera di avvicinamento del club alla città, è la persona alla quale vanno rivolti i maggiori complimenti".

Una passione che va costruita pian piano. "Mattone dopo mattone, per rimanere nell’ambito edilizio che mi è caro".

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