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Matilda De Angelis: “La lotta femminista è di tutti. Il cinema trovi il coraggio di investire sui giovani registi”

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13.04.2026

Matilda De Angelis in "La Legge Di Lidia Poët"

Articolo: Matilda De Angelis co-conduttrice di ‘GialappaShow’ con Mago Forest

Roma – “La serie tratta temi ancora oggi drammaticamente veri e presenti. Mi piace fare un po’ l’avvocato del diavolo e con Matteo Rovere abbiamo parlato a lungo della credibilità del finale di stagione che ruota attorno al tema della legittima difesa, tuttora complicata da portare in tribunale e far valere”. Matilda De Angelis torna a vestire i panni ottocenteschi della prima donna in Italia ad entrare nell’ordine degli avvocati nella terza e ultima stagione de La legge di Lidia Poët, dal 15 aprile su Netflix.

Matilda De Angelis co-conduttrice di ‘GialappaShow’ con Mago Forest

Un capitolo – scritto da Guido Iuculano e Davide Orsini, prodotto da Groenlandia e diretto da Letizia Lamartire, Pippo Mezzapesa e Jacopo Bonvicini – che la vede determinata ad aiutare il fratello Enrico (Pier Luigi Pasini) a far scagionare la sua migliore amica, Grazia Fontana (Liliana Bottone), dall’accusa di omicidio nei confronti del marito violento. Un caso ispirato a quello di inizio ‘900 di Linda Murri che permette di ricollegarsi al nostro presente, tra violenza domestica e femminicidi, ma all’interno di un racconto in cui la protagonista è circondata da figure maschili che l’aiutano e sostengono nella sua battaglia contro le ingiustizie e per la libertà individuale.

“La lotta femminista non è una lotta tra sessi e non lo dovrebbe mai essere”, sottolinea l’attrice. “Un movimento che cresce e si evolve. Non so se, come società, stiamo tornando indietro o se certe dinamiche siano sempre esistite, ma credo fermamente che la battaglia sia collettiva. E penso che anche Lidia la vedesse così”. I sei episodi si concludono con una dedica: “A chi sa immaginare ciò che ancora non esiste e trova il coraggio di trasformarlo in realtà”.

A chi sa immaginare ciò che ancora non esiste e trova il coraggio di trasformarlo in realtà

Chi, nel nostro presente ha quel coraggio? “Forse è anche un augurio alle generazioni presenti e future”, riflette De Angelis. “Non so se c’è una persona specifica che oggi incarni questo ideale, ma penso ci sia un movimento di grande consapevolezza che viene dal basso, come è sempre stato. Spero che quelle persone siano soprattutto i giovani del domani che si muovono in un mondo drammatico”.

La serie è la produzione italiana più vista su Netflix all’estero. La sua terza stagione esce all’interno di un quadro complesso per il settore audiovisivo italiano. “C’è la necessità di ritrovare coraggio investendo sui nuovi registi. Ho una voglia matta di lavorare con loro”, afferma l’attrice. “Dodici anni fa, con Veloce come il vento, Matteo Rovere mi diede una possibilità e ora desidero ricambiare quel favore. Serve, però, un sistema che li supporti economicamente e creativamente. C’è grande pigrizia. Ma penso anche che non possiamo solo puntare il dito. Mi assumo la responsabilità di quel cambiamento perché faccio parte di quella generazione. Questa fame ha generato in me la voglia di mettermi in gioco”.

Questa fame ha generato in me la voglia di mettermi in gioco

Un momento delicato che ha portato il movimento “Siamo ai titoli di coda“ a invitare a boicottare la cerimonia dei David di Donatello del prossimo 6 maggio. “Non ho ancora deciso. Sto cercando di capire, un po’ come dice Nanni Moretti: ‘Mi si nota di più se vengo o non vengo’”, confida De Angelis, candidata come miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone. “Mi sto interrogando sul senso di boicottare qualcosa che potrebbe essere un palcoscenico per portare un messaggio. Voglio capire il sentimento comune. Non per aderirci, ma perché è una scelta complicata. Non dobbiamo autosabotarci”.

Bologna, 11 settembre 2025 - Quando nel 2020 si venne a sapere che Matilda De Angelis avrebbe recitato in una serie hollywoodiana accanto a Nicole Kidman, Hugh Grant e Donald Sutherland, ci fu uno stordimento generale, quasi uno sgomento nazionale. Com’è possibile che una giovane di 25 anni sia già riuscita in questa impresa? A Bologna sussurri e grida ancor più forti, essendo la Matilda nazionale in verità nata e cresciuta a musica e cotolette all’ombra delle Due Torri, dove ha studiato al Liceo Fermi. E si sa che Bologna, per chi la lascia, nutre un’invidia da amica tradita. Eppure, oggi che l’attrice compie 30 anni - essendo nata l'11 settembre del 1995, nel bel mezzo di quegli anni Novanta trionfo dei centri  sociali bolognesi - siamo noi a guardarci indietro e a ripercorrere il suo cammino di giovane donna ostinata e motivatissima, che pare  non essersi più guardata indietro per non cedere alle lusinghe di questa grassa e accogliente Bologna cui non sempre è facile dir di no, da artisti, per poi venire inghiottiti nell’autocompiacimento di quartiere. E forse anche quella legge di Matilda De Angelis, per cui si rilasciano pochissime interviste ai giornali locali. Diventare famosi nel cinema ha le sue regole. Ma nel passato di Matilda De Angelis c'è anche la musica: quando aveva 16 anni cantava in un gruppo i Rumba de Bodas, una band rimasta un po' nell'ombra.

Si potrebbe forse dire 30 anni e sentirli tutti. Per le scelte fatte, per i ruoli che hanno visto una lenta ma inesorabile crescita, soprattutto recitativa: la sua performance in “Fuori” di Martone segna un’evoluzione fortissima. Per quella grande vulnerabilità caratteriale e fisica che non ha mai nascosto, soprattutto sui social (i suoi problemi con l’acne, i fidanzati in progress finché non è arrivato il Santo Francese), dove oggi ha un atteggiamento da giovane diva più che da una di noi, con qualche eccezione e strascichi personali simili a una polaroid un po’ mossa di cui non si capiscono le figure ma si percepisce un’intimità di cui vorremmo sapere molto di più. Ma non ci sono le didascalie.

Tanto di lei si sa molto, grazie alle interviste che rilascia, alle apparizioni tv che sceglie meticolosamente, alle fotografie stilose di cui è pieno il web. E se non lo si conosce, ecco alcune cose da sapere sull’ex ragazzina frizzante e con personalità che nel 2016, venendo scelta per il film “Veloce come il vento” di Matteo Rovere, accanto a Stefano Accorsi, vide la sua vita cambiare. Con questo film la sua prima candidatura ai David come migliore attrice protagonista e poi, con L'incredibile storia dell'Isola delle Rose  di Sydney Sibilia David come miglior attrice non protagonista.

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