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Assalto in villa con asce e pugnali, la notte da incubo di Walter Piacentini in mano ai banditi: “Mi hanno incappucciato e picchiato senza pietà”

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15.03.2026

Nelle mani dei banditi Incappucciato e picchiato « aaaa

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Valle Salimbene (Pavia), 15 marzo 2026 – Le botte, il sequestro nel bagno, la paura di trovarsi faccia a faccia con dei malviventi e i danni alla casa. Per 70 euro. A tanto ammonta il bottino della rapina avvenuta venerdì sera in una villa di Motta San Damiano, una frazione di Valle Salimbene. Attorno alle 22, mentre il proprietario si trovava solo in casa, tre banditi hanno forzato le imposte, spaccato il vetro di una finestra e sono entrati. “Erano cattivi e determinati – racconta Walter Piacentini, 64 anni, ancora sconvolto per la rapina subita –, mi hanno picchiato dandomi a mani nude un forte colpo sulla nuca”. I malviventi con il volto coperto da una mascherina di quelle che si usavano ai tempi del Covid avevano pianificato nei dettagli il colpo, studiando le abitudini del proprietario, la casa, il giardino e molto probabilmente anche la posizione delle telecamere lungo la via. 

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Le luci spente in giardino 

Nessun occhio elettronico, infatti, ha ripreso veicoli non conosciuti entrare o uscire da via Motta San Damiano, zona residenziale della frazione. Arrivati davanti alla casa i rapinatori "mi hanno spento tutte le luci del giardino – aggiunge Piacentini –. Ero in casa tranquillo, ho sentito sfondare la finestra”. Molto probabilmente i rapinatori pensavano di trovare la villa disabitata e di poter agire indisturbati. Invece, Piacentini, artigiano che realizza macchine utensili, a quell’ora si trovava nella sua abitazione e si era già coricato. Con un’ascia, un coltello e un pugnale in mano i tre con un accento dell’est Europa, hanno minacciato l’uomo di morte: “Apri la cassaforte o sei finito”. Evidentemente erano convinti di trovare denaro e preziosi, che però non c’erano. 

Accento dell’Est Europa 

"L’ascia si è rotta mentre cercavano di aprire la cassaforte – prosegue –, l’hanno recuperata i poliziotti quando hanno effettuato il sopralluogo”. I rapinatori si sono scagliati sul 64enne prendendolo a pugni e calci costringendolo a consegnare i soldi che aveva nel portafogli: circa 70 euro. “A quel punto mi hanno chiuso in bagno e chiesto di contare fino a 100”, racconta Piacentini. Dopo qualche minuto è riuscito a uscire e chiedere aiuto ai vicini. “Abbiamo sentito suonare il campanello e ci siamo trovati davanti Walter – racconta Piergiorgio Ghisolfi, che abita di fronte –. Abbiamo subito lanciato l’allarme e cercato di aiutarlo. Era sconvolto, aveva molta paura”. Paura che non ha risparmiato neppure Ghisolfi. “Forse ero io la vittima predestinata – ammette –. Dal racconto di Walter i tre urlavano “Devi darci i soldi rottamaio schifoso“ e io ho una ditta di autodemolizioni. È probabile che abbiano sbagliato a individuare la mia abitazione, forse pensavano che fosse di fronte all’attività e non nel cortile. Questa volta sembra mi sia andata bene”.

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