Droga venduta online con consegne a domicilio (perfino recensite) e corrieri armati di pistola: stroncato traffico nelle Marche
Traffico di droga nelle Marche: qui la merce sequestrata dagli agenti di polizia
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Ancona, 26 marzo 2026 — Un’organizzazione criminale strutturata, armata e capace di gestire un traffico di droga con modalità quasi aziendali, utilizzando internet, corrieri e un sistema di vendita che ricordava da vicino quello delle piattaforme di e-commerce: è questo il quadro emerso dall’operazione condotta nelle prime ore di oggi dalla polizia di Stato tra le Marche e altre regioni italiane. L’intervento, coordinato dagli investigatori della Sisco di Ancona, insieme al Servizio centrale operativo e alla Squadra Mobile di Macerata, ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari, di cui otto in carcere e quattro agli arresti domiciliari, oltre a 10 perquisizioni nei confronti di soggetti ritenuti parte di un’associazione criminale dedita all’introduzione e alla distribuzione di ingenti quantitativi di stupefacenti nel territorio marchigiano.
La droga venduta attraverso il canale ‘La sacra famiglia’
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe movimentato tonnellate di hashish e cocaina, organizzando la vendita attraverso canali digitali e sfruttando una rete di contatti che permetteva di raggiungere gli acquirenti direttamente a domicilio. Al centro del sistema ci sarebbe stato un canale di messaggistica istantanea denominato “La sacra famiglia”, usato come piattaforma riservata per gli ordini. I clienti, prima di accedere al servizio, dovevano inviare una copia del documento d’identità, considerata una forma di garanzia. Solo dopo questa verifica potevano consultare una sorta di “catalogo” delle sostanze disponibili, scegliere il quantitativo desiderato e concordare la consegna.
Un sistema tipo e-commerce con persino recensioni sul servizio ricevuto
Il meccanismo, secondo gli inquirenti, funzionava con una precisione quasi commerciale: la droga veniva recapitata tramite corrieri che utilizzavano parole d’ordine concordate in precedenza, con un sistema che ricordava quello delle consegne rapide tipiche dell’e-commerce. Ogni consegna poteva fruttare agli addetti fino a cinquemila euro al mese. A rendere ancora più singolare il sistema era la possibilità, offerta ai clienti, di lasciare recensioni sul servizio ricevuto: valutazioni sulla qualità della sostanza acquistata e sulla puntualità della consegna, un elemento che secondo gli investigatori serviva a consolidare fiducia e fidelizzazione nel mercato illecito.
I corrieri si presentavano armati di pistola
Le prime consegne, tuttavia, avvenivano con un livello di controllo molto più rigido: per verificare l’affidabilità dei nuovi clienti, i corrieri si presentavano armati di pistola. L’inchiesta mette in luce anche il lato interno dell’organizzazione, descritta come fortemente gerarchizzata. Il gruppo garantiva infatti supporto economico e assistenza legale agli affiliati detenuti ritenuti fedeli, mantenendo però un rigido sistema punitivo verso chi veniva considerato infedele o poco affidabile.
Il ‘Padre’ figura centrale nella gestione del gruppo
Tra gli episodi contestati emerge il ruolo del presunto capo, soprannominato “Padre”, figura centrale nella gestione del gruppo. Secondo gli investigatori avrebbe imposto regole severe e ordinato azioni intimidatorie anche violente: in un caso avrebbe costretto un uomo a lanciarsi da un’auto in corsa lungo l’autostrada dopo un affare di droga finito male in Puglia; in un altro avrebbe tentato di colpire un nuovo associato ritenuto traditore arrivando a prendere di mira i suoi cani.
L’operazione, ancora in corso in diverse località, rappresenta uno dei più rilevanti interventi recenti contro il narcotraffico nelle Marche. Ulteriori dettagli sull’indagine saranno illustrati nella conferenza stampa convocata presso la Questura di Ancona, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Ancona e dei vertici investigativi coinvolti nell’operazione.
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