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Bimba senza assistenza, mamma costretta a restare all’asilo al suo fianco. Comune condannato

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29.03.2026

La madre con la figlia

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Sassofeltrio (Rimini), 29 marzo 2026 – Per molto tempo è stata costretta a restare all’asilo al fianco della figlia, pronta a intervenire in caso di necessità. Ora per Anna Pagano, mamma di Sassofeltrio, è arrivata una prima risposta dal Tribunale di Urbino. Che ha condannato l’amministrazione comunale a risarcire la famiglia con 10mila euro per la mancata assistenza infermieristica scolastica alla figlia, una bambina portatrice di tracheostomia e gastrostomia endoscopica percutanea da quando ha otto mesi.

Assistenza infermieristica continua

La vicenda nasce attorno alla frequenza scolastica della piccola, per la quale era necessaria un’assistenza infermieristica continua, soprattutto per l’eventuale bisogno di tracheobroncoaspirazione, una manovra delicata e urgente che può rendersi necessaria nei bambini con tracheostomia. In sostanza, senza un supporto sanitario adeguato, la presenza a scuola della bambina non poteva essere considerata davvero sicura e pienamente garantita.

Ore di assistenza insufficienti

Secondo quanto sostenuto in causa dalla madre (assistita dall’avvocata Daniela Villa), quell’assistenza non è mai stata assicurata in maniera completa. Le ore messe a disposizione erano troppo poche rispetto al fabbisogno reale e questo ha costretto la donna, in più occasioni, a trattenersi nel plesso scolastico oppure a dover ricorrere a personale infermieristico privato. Da qui la causa civile avviata contro Comune e aziende sanitarie, con una richiesta di risarcimento di circa 80mila euro.

La responsabilità organizzativa è del Comune

Secondo il giudice, quando si parla di scuola dell’infanzia e di inclusione di un minore con disabilità, la responsabilità organizzativa ricade sul Comune. Per il Tribunale, infatti, non conta solo la natura ’sanitaria’ dell’intervento, ma il fatto che quel supporto servisse concretamente a permettere alla bambina di frequentare la scuola come gli altri. "Indiscusso ed indiscutibile il diritto della bimba disabile - si legge in un passaggio della sentenza - l’onere di adempimento all’interno dell’istituto scolastico scuola dell’infanzia frequentato dalla minore ricade in capo al Comune".

La bimba ha fatto progressi sul piano sociale, cognitivo e partecipativo

"L’intera normativa pare orientata - aggiunge la sentenza – ad attribuire ai Comuni la intera responsabilità organizzativa ed attuativa in relazione agli alunni con disabilità nell’ambito scolastico di grado inferiore". Il risarcimento, però, è stato molto più basso rispetto a quanto chiesto dalla famiglia. Il Tribunale ha infatti ritenuto che, nonostante le carenze, la bambina abbia comunque compiuto progressi sul piano sociale, cognitivo e partecipativo.

In passato sia l’Ausl sia il Comune di Sassofeltrio si erano attivati per cercare di sbloccare la situazione, al fine di garantire alla minore assistenza infermieristica ed educativa.

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© il Resto del Carlino