Gianni Morandi e l’annuncio a sorpresa in tv: “In tour con una canzone di Jovanotti: si intitola ‘Monghidoro’, il mio paese”
Gianni Morandi è pronto a tornare in tour in aprile con una nuova canzone che porta il nome del suo paese: Monghidoro
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Bologna, 29 marzo 2026 – ‘Monghidoro’. D’ora in avanti non sarà solo un paese sull’Appennino, fra l’Emilia e la Toscana. Il paese dove è nato Gianni Morandi. Dal prossimo tour dell’eterno ragazzo, in partenza il 15 aprile da Conegliano, ‘Monghidoro’ sarà anche la nuova canzone che Jovanotti ha regalato all’amico Gianni. I due artisti (Lorenzo era in videocollegamento) lo hanno annunciato da Fabio Fazio, ospiti a ‘Che tempo che fa’. Accolto dalla standing ovation del pubblico, Morandi ha ricordato gli inizi della carriera nel 1962. “Ma ho iniziato a cantare da ragazzino nel 1958, quindi se resistiamo veniamo a fare i 70 anni di carriera da qui da te”.
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I ricordi da ragazzo a Monghidoro
E intanto in partenza c’è il tour dedicato a ‘C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones’, che il 24 aprile toccherà anche la sua Bologna, all’Unipol Arena. Ma con Fazio il racconto torna a quando da bambino “ho visto piantare gli alberi sull’A1, prima di Pian del Voglio. Abitavo a Monghidoro e tutto il traffico prima attraversava la Futa. Io e io un mio amico del paese andammo a piedi a vedere quello ‘stradone nuovo’, quei piloni enormi dell’autostrada. Dopo lo raccontammo a tutti: non sapete cosa stanno facendo! Quando inaugurò l’autostrada, il traffico calò. E invece tutti si fermavano prima: erano passati il Papa, Claudio Villa, persino Tyron Power. Era sempre un evento, la piazza che andava a salutare. Poi l’interesse per il nostro paese è calato, ma è sempre bellissimo”.
Monghidoro e la canzone di Jovanotti
Almeno fino adesso, perché la sorpresa è servita. In vista del nuovo tour di Gianni, infatti, Jovanotti gli ha regalato una canzone nuova. E allora eccolo Lorenzo Cherubini collegato dal suo studio: “Un verso cita il “matto di Monghidoro”. Mi è venuta in mente una cosa che diceva Lucio Dalla, che dava sempre soprannomi. Lucio chiamava Gianni lo ‘Psyco di Monghidoro’: pensava che fosse matto. Poi ho capito che aveva ragione Dalla. Perché? Perché è imprevedibile. Gianni ti sorprende continuamente, anche quando siamo in studio, ha sempre idee risolutive che non sai da dove arrivino... da una zona dell’inconscio vicina alla follia”. “Ho sempre sognato – ha proseguito il Jova – di essere Gianni Morandi. E anche quello è un sogno folle”.
Il matto e il ‘ragno’ Lucio Dalla
Anche Morandi aveva un soprannome per Lucio. “Lo chiamavo il ragno – ha detto Gianni – , ma lui stesso si autodefiniva così. Nel 1988 eravamo in tour insieme, vendevamo 20/30mila copie al giorno, allora era possibile. Il ‘ragno’ tutto contento, pensavamo di arrivare primi in classifica e invece in vetta c’era Jovanotti. Io non l’avevo mai sentito dire questo Jovanotti. E Lucio: ‘Deve essere uno di quelli lì, amico di Cecchetto. Non ti preoccupare, la prossima settimana saremo primi. E invece non ci siamo più riusciti”. Quel brano dirompente, del resto, era Gimme Five. “Una volta in piazza Maggiore c’era ‘Vota la voce’ – ha proseguito Morandi – e Jovanotti arrivò da grande star. Allora io e Dalla ci dicemmo: è questo qui, è lui”.
Il backstage di Monghidoro
"Mio padre calzolaio, mia madre casalinga”. E poi Gianni Morandi sotto il cartello stradale di Monghidoro, la vista sulle colline, le prove in studio, gli alberi. Durante la puntata c’è stata anche l’occasione di avere un’anteprima del brano. “Monghidoro, sull’Appennino fra Bologna e il nord. Amarcord”. “Un’autobiografia in musica – ha aggiunto Jovanotti – . In realtà c’è un errore di geografia: non sapevo che la cittadina fosse a sud di Bologna, non fateci caso. Ma non potevo cambiare la rima”. “Dirò alla sindaca di Monghidoro, bravissima ragazza – la risposta divertita di Morandi – di spostarlo a nord”.
Con il figlio Tredici Pietro sul palco di Sanremo
Durante la puntata Fazio ha ricordato anche l’esibizione di Morandi con il figlio Tredici Pietro, con commozione di papà Gianni. “L’ho visto in streaming dall’Australia e mi sono commosso. Ed è proprio il rapper, in video, a domandare al padre: “Ciao babbo, la prima volta che ho cantato un mio pezzo trap, cosa hai pensato?”. “Mi è piaciuto – la risposta di Gianni – . L’ho scoperto per caso, ero in Sardegna, stavo girando una serie, ‘L’isola di Pietro’, quando sento ‘Pizza e fichi alla radio’, era Tredici Pietro. Nessuno sapeva niente, aveva iniziato lui da solo.Se ha talento? Gli dico sempre che quella della musica è una strada molto lunga, ma lui è sveglio, ha intuizioni, è intelligente”.
Le quattro cose fondamentali della vita
Infine, prima di una esibizione finale, Fazio ha chiesto a Morandi le quattro cose fondamentali della vita: “Amo moltissimo la corsa, ho fatto tante maratone, ho girato il mondo, mi piace viaggiare, stare in mezzo alla gente. La seconda cosa è un libro, l’Idiota, che trovo sempre straordinario. La terza cosa riguarda mio padre: quando smisi la scuola e insieme andavamo a vedere la strada nuova. E poi gli incontri fatti nella mia vita, da Luchino Visconti a Pasolini e Sordi: queste persone straordinarie che mi hanno aiutato e insegnato. Ma su tutte scelgo il giro con mio padre sulla strada nuova”. A Monghidoro.
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