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La Dino Paoli in pole: "Avvitatori da corsa"

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13.03.2026

Francesca Paoli, amministratrice delegata della Dino Paoli di Reggio

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Un’eccellenza che dal 1968 domina il mondo dei motori. Tra le protagoniste del programma "Imprese Vincenti 2026", ecco la Dino Paoli di Reggio Emilia è leader globale nella produzione di avvitatori per il motorsport.

Francesca Paoli, amministratrice delegata, la Dino Paoli nasce nel 1968. Di che cosa si occupa e in quali settori trovano applicazione avvitatori e componenti?

"L’azienda nasce dall’intuizione di mio padre, che in uno scantinato iniziò a produrre avvitatori per officine. Abitando vicino al circuito di Fiorano, li propose per i pit stop alla Ferrari, all’inizio regalandoli per farli provare. Ebbene, oggi quasi tutte le scuderie del mondo, dalla Formula Uno fino all’IndyCar, usano almeno un Paoli. Siamo una realtà internazionale, che esporta l’80% della produzione".

Quali sono caratteristiche e punti di forza?

"Il motorsport non ammette approssimazioni. La cultura del rigore è il nostro dna e ci permette di guardare anche ad aerospace e applicazioni sottomarine. Per noi l’innovazione è sopravvivenza: abbiamo portato gli avvitatori elettrici in Formula Due, riducendo l’attrezzatura dei team e migliorando anche la sostenibilità. Lavoriamo con fibra di carbonio e titanio, ma il vero vantaggio competitivo restano le persone".

Quali sono i pilastri del vostro metodo di lavoro quotidiano?

"Il primo è il pensiero sistemico: nel motorsport non esistono componenti isolati, tutto è connesso, ogni scelta è una parte del sistema e ha conseguenze su tutte le altre. Il secondo è la velocità di innovazione. Poi le certificazioni, vissute come leve strategiche. Infine la diversità: l’impegno non si esaurisce in azienda. Ad esempio, con Automotive Women Association formiamo donne in ruoli tecnici tradizionalmente maschili".

Su quali mercati state puntando per continuare a crescere?

"L’esperienza ci insegna ad applicare ciò che sappiamo a contesti sempre nuovi. Ci siamo aperti all’aerospace e puntiamo a diventare un laboratorio di ricerca per l’alta tecnologia. L’eccellenza è un processo che si mantiene solo se le persone che lo alimentano sono valorizzate. È l’obiettivo più importante".

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© il Resto del Carlino