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Processo a Malavolta. I periti sono ancora divisi sulla capacità di intendere e volere

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10.04.2026

In aula si fronteggiano valutazioni opposte sulla condizione psichica dell’imputato: la Corte richiama un quadro di piena lucidità, mentre la difesa insiste su traumi e dipendenze e chiede accertamenti.

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Il processo per l’omicidio di Emanuela Massicci, avvenuto il 19 dicembre 2024 a Castignano, è entrato nella fase decisiva, con un duro confronto tra accusa e difesa sulle condizioni psichiche dell’imputato, Massimo Malavolta. Nel corso dell’udienza di ieri mattina davanti alla Corte d’Assise di Macerata, l’attenzione si è concentrata sulle perizie psichiatriche che tracciano un profilo psicologico dell’imputato, ma con conclusioni diametralmente opposte. La difesa ha ribadito la richiesta di una nuova perizia, sulla quale la Corte si è riservata di decidere.

Secondo i periti nominati dalla Corte, il medico legale Pietro Alessandrini e il neuropsichiatra Alberto Testa, l’imputato sarebbe stato pienamente capace di intendere e di volere al momento del delitto. Nella loro relazione viene descritto un soggetto con tratti di personalità violenti e antisociali, che tuttavia non configurano una vera patologia psichiatrica. A sostegno di questa valutazione, gli esperti hanno richiamato il cosiddetto "silenzio clinico" registrato tra il 2015 e il 2023, ovvero un periodo di otto anni senza cure o ricoveri ritenuto incompatibile con la presenza di una psicosi o di una malattia mentale cronica. Anche l’uso di cocaina, dichiarato saltuario dallo stesso imputato, non avrebbe inciso sulle sue capacità cognitive. Una posizione condivisa anche dai consulenti della Procura di Ascoli, Roberto Catanesi e Adriano Tagliabracci.

Di tutt’altro avviso la difesa, rappresentata dall’avvocato Saveria Tarquini, che si è basata sulle valutazioni dei propri consulenti Claudio Cacaci e Felice Carabellese. Secondo la linea difensiva, una combinazione di gravi traumi infantili e abuso di sostanze stupefacenti avrebbe inciso in modo significativo sulla salute mentale dell’uomo. La difesa sostiene inoltre che nella perizia della Corte sarebbero state sottovalutate le osservazioni formulate da medici che in passato avevano visitato Malavolta in seguito ad episodi violenti, motivo per cui è stato richiesto un nuovo accertamento peritale. Contraria a questa impostazione la parte civile, rappresentata dall’avvocato Nazario Agostini, che tutela gli interessi dei familiari della vittima. Il penalista ha ricordato come la donna, nel corso del tempo, fosse stata sottoposta a ripetute angherie da parte del marito, richiamando anche episodi di violenza che avrebbero coinvolto una collega di lavoro con la quale l’uomo aveva intrattenuto una relazione extraconiugale. La prossima udienza è stata fissata per il 23 aprile.

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