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Alexander, 19 anni, dalla pista sul grattacielo di Dubai allo slalom olimpico: “Sono nato sciatore in un centro commerciale nel deserto”

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16.02.2026

Dalle cunette artificiali di Dubai alla pendenza da vertigini di Bormio. Dal centro commerciale fra le dune del deserto alla mitica pista Stelvio. Gli opposti che però incredibilmente si attraggono quando c’è passione. Quella di Alexander Astridge, 19enne nato a Cambridge ma dopo soli sei mesi trasferitosi a Dubai con la famiglia, uno dei due atleti emiratini presenti a Giochi. Una nazione dove petrolio e deserto sono palesemente in contraddizione con neve e ghiaccio.

Dopo la sfilata nella cerimonia inaugurale oggi si fa sul serio e il giovanotto (38° ai Winter Youth Olympic Games del 2024 in Corea del Sud), che ha ottenuto la qualificazione per Milano-Cortina il 1° marzo 2025, sarà ai cancelletti di partenza dello slalom sul tracciato olimpico. Che non è proprio facile come quello di casa (una pista da sci incastrata dentro un “mall”, la Ski Dubai, con vista grattacieli), perché sarebbe come dire ad un milanese di scendere dalla montagnetta di San Siro (quando c’è neve) e poi andare tra i paletti di una pista del Circo Bianco.

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Però il ragazzo ci proverà, in pieno spirito decoubertiano, perché l’importante non è vincere, ma partecipare. Possibilmente arrivando al traguardo sani e salvi. Sarebbe già tanta roba per chi la neve non l’ha mai vista cadere dal cielo in un paese senza inverno, senza montagne e senza tradizioni negli sport invernali dove ci si allena sul manto bianco artificiale, tra aria condizionata e pinguini finti.

Perché così è: dove non arriva la natura in parte possono arrivare i soldi e così negli Emirati Arabi Uniti il governo ha investito sugli sport invernali dotandosi nel 2025 della stazione sciistica artificiale e al coperto accessibile tutto l’anno e allestita all’interno del Centro Commerciale Mall of the Emirates, con tanto di montagna indoor alta 85 metri e una funivia per risalire il tracciato.

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Lo Ski Dubai fu inaugurato il 1° novembre 2005, un anno prima che nascesse Alexander. "Non avrei mai immaginato che un ragazzo cresciuto sciando in un centro commerciale potesse arrivare alle Olimpiadi - racconta Astridge -. A tre anni ho iniziato a sciare sulla pista dello Ski Dubai: l’idea era quella di imparare le basi per fare poi la settimana bianca con la famiglia. Poi, quando avevo 7 anni, Ski Dubai ha ideato l’Alpine Race Program, pensato per far crescere un gruppo di sciatori più preparati (200 quelli attivi, ndr) appartenenti alla fascia d’ètà dai 5 ai 18 anni: lì ho iniziato a fare le cose sul serio, affrontando lo sci in maniera agonistica, e da quel momento non ho più smesso".

A tre anni ho iniziato a sciare sulla pista dello Ski Dubai: l’idea era quella di imparare le basi per fare poi la settimana bianca con la famiglia

Insomma, Alex voleva abbattere le barriere e aprire nuove opportunità ai coetanei emiratini, ben consapevole delle difficoltà logistiche: "La pista di Ski Dubai si percorre in 17 secondi mentre lo slalom in montagna può durare un minuto e comunque è davvero strano allenarsi in un centro commerciale tra le boutique dei brand più noti al mondo. Io mi ci sono abituato ma capisco che possa sembrare assurdo: si resta sempre all’interno della stessa struttura, puoi sciare per un paio d’ore, poi andare a fare shopping e magari recarti in spiaggia".

Un Paese che si trova nel bel mezzo del deserto e che riesce a qualificarsi alle Olimpiadi invernali è straordinario

Studente del secondo anno del corso di Business Management all’Università Heriot-Watt di Dubai, oggi Alex si appresta a toccare il sogno olimpico: "Un Paese che si trova nel bel mezzo del deserto e che riesce a qualificarsi alle Olimpiadi invernali è straordinario: mi sento grato di far parte di questo percorso. Vado in pista senza paura, voglio sfruttare al massimo ogni opportunità senza dare nulla per scontato. Per me conta esserci e... divertirmi".


© il Resto del Carlino