Stefania, Elisa e Magdalena alla conquista dell’Europa con l’abbigliamento per bambini. “Realizziamo il nostro sogno”
Da sinistra Elisa Rivi, Magdalena Tur e Stefania Rivi. Magdalena e Stefania si conobbero pochi anni fa in occasione di una recita all’asilo
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Reggio Emilia, 9 marzo 2026 – Un’azienda Made in Emilia e tutta al femminile: questa è MaDilly, marchio di abbigliamento nato a Reggio e dedicato ai bambini e ragazzi dai 2 ai 14/15 anni, la cui qualità viene riconosciuta da clienti e negozi in tutta Italia: “Qualche proiezione all’estero c’è, Inghilterra e Francia per esempio sono mercati ispezionabili, ma su tasse e costi di produzione il paragone purtroppo è impietoso”.
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La concorrenza con l’estero
La concorrenza con l’estero è una delle sfide che quotidianamente le tre socie di MaDilly, le sorelle Stefania ed Elisa Rivi assieme a Magdalena Tur, si trovano ad affrontare.
“Spagna e Portogallo, per dire, hanno brand con intere linee dedicate al kidswear nei nostri punti vendita italiani”, spiegano. “La differenza, e ciò che infine ci penalizza, sta nel prezzo: se un Paese ha costi più bassi, anche il prodotto in negozio avrà un prezzo inferiore”.
L’atelier di MaDilly si trova a Bagno e i capi vengono prodotti a Bomporto di Modena: “Trovare un produttore che ci permettesse di mantenere la qualità senza avere poi prezzi fuori mercato non è stato semplice - spiegano -. Rispetto all’abbigliamento per adulti, quello per bambini è tecnicamente più difficile da realizzare ma costa mediamente meno al cliente finale. Mantenere un equilibrio è ancora più complesso”. “C’è tutto un mondo, in realtà, legato all’abbigliamento per bambini”: questa frase, pronunciata da Magdalena anni fa, instillò in Stefania un’idea.
Come è organizzato il lavoro
“Come funziona una macchina, è la stessa cosa - spiega Magdalena -. Io sono il motore, Stefania è la benzina ed Elisa il freno: ognuna di noi è essenziale. Abbiamo avuto confronti anche accesi, ma sempre costruttivi”.
Come è nato il marchio
I figli di Magdalena e Stefania frequentavano lo stesso asilo, in occasione di una recita la maestria della prima nel realizzare allestimenti e costumi non sfuggì all’occhio attento della seconda. Magdalena cuciva capi anche su commissione, pubblicando i suoi lavori sui social: ma perché limitarsi a questo? Così nel 2017 nasce il marchio MaDilly.
"La concorrenza con il fast fashion è sempre spietata”
“Con molta calma - puntualizza subito Stefania -. Abbiamo deciso di confrontarci direttamente con il pubblico, per avere una misura più chiara di quanto poterci spingere in là. Col tempo abbiamo iniziato a ricevere sempre più richieste, anche dai punti vendita, e sono partite le prime collezioni”.
Nessuna di loro veniva da questo settore, ma una cosa era chiara: sulla qualità del tessuto non si transige. Complice anche il fatto che i vestiti per bambini vengono dismessi più rapidamente rispetto agli adulti, “c’è un po’ l’abitudine a tirar via, come si suol dire, sia da parte dei produttori che dei clienti - chiariscono -. Noi sappiamo di rivolgerci a un pubblico medio-alto spendente, ma a prescindere da questo la concorrenza con il fast fashion è sempre spietata. La realtà è che sì, quella maglietta o quel pantaloncino si pagano meno, ma che ne è del tessuto anche solo dopo un paio di lavaggi?”.
Punti vendita e online
Oggi MaDilly vende online ed è presente in punti vendita dal Nord al Sud Italia… Eppure, a Reggio no. “Nel 2018 eravamo al negozio Sand, in centro storico, che poco dopo però si è dedicato solo all’abbigliamento donna - raccontano -. Quindi ci siamo spostate al Kita Shop, che nel giro di poco ha chiuso; poi da Rebel, che ha aperto proprio nell’anno della pandemia e ha chiuso nel 2024”.
L’impatto positivo delle vendite online
In sintesi, “non riusciamo ad essere a casa nostra, di questo ci dispiace moltissimo”. Un’amarezza che si estende “al vedere il nostro centro storico così vuoto - precisano -. Noi siamo figlie delle vasche in centro nel weekend, quando via Emilia San Pietro era strapiena di negozi. Vederla così ci fa piangere il cuore”. MaDilly in primis sperimenta sulla sua pelle l’impatto anche positivo delle vendite online. “Da quello che vediamo noi, però, i negozi che vanno meglio in assoluto sono quelli che mandano avanti di pari passo digitale e negozio fisico - concludono -. Abbiamo esempi di punti vendita che lavorano tantissimo a Catania come a Crema, per dire. D’altra parte se come sta avvenendo qui piano piano sparisce la maggior parte dei negozi fisici, anche per quelli che sopravvivono restano poche speranze”.
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