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Reggio, maxi furto di farmaci oncologici: sei misure cautelari

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24.04.2026

Furti di farmaci oncologici: da Napoli partivano con auto noleggiate per Reggio Emilia, dove si appostavano per giorni davanti ai luoghi scelti come bersaglio

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Reggio Emilia, 24 aprile 2026 – Due custodie cautelari in carcere, due arresti domiciliari e due obblighi di firma: sono le misure cautelari emesse dal giudice per sei persone coinvolte nel maxi furto di medicinali avvenuti nel Reggiano.

L’operazione di polizia

L’imponente operazione della polizia di Stato di Reggio ha portato allo smantellamento di una banda criminale specializzata nel furto e nella ricettazione di farmaci oncologici e immunosoppressori ad alto costo. L'indagine, coordinata dalla procura reggiana sotto la direzione del procuratore Calogero Gaetano Paci e condotta dalla squadra mobile, ha permesso di eseguire le misure cautelari a seguito di una serie di colpi messi a segno a Reggio tra giugno e settembre 2025.

Nel mirino il deposito di via Monti e la farmacia dell’ospedale Santa Maria Nuova

Nel mirino del gruppo erano finiti il deposito farmaceutico di via Monti Urali e la farmacia dell’ospedale Santa Maria Nuova, dai quali erano stati sottratti medicinali per un valore di circa 930.000 euro. Tutti i membri della banda sono di Napoli tranne un cittadino egiziano residente nel Lodigiano, individuato come il committente dei furti e incaricato di immettere i farmaci sul mercato nero. Proprio presso le sue proprietà sono stati sequestrati 10 colli di medicinali per un valore superiore al milione di euro; ammonta a circa due milioni di euro, quindi, il danno economico totale.

L’attività investigativa

L’attività investigativa è stata meticolosa: attraverso l’analisi dei filmati di videosorveglianza, dei tabulati telefonici e lunghe attività di pedinamento, gli inquirenti hanno ricostruito la struttura del sodalizio. La banda utilizzava veicoli a noleggio e sistemi di comunicazione criptici per coordinare i raid, preceduti da accurati sopralluoghi. Le indagini sono ancora in corso e a oggi la refurtiva sottratta nel Reggiano non è ancora stata trovata. «Abbiamo a che fare con persone esperte, con competenze anche sulle modalità di conservazione dei farmaci affinché possano essere rimessi sul mercato – ha spiegato Paci questa mattina –. Sono soggetti con precedenti specifici, avvezzi a dediti a questa tipologia di reato». Tra le ipotesi anche quella che alle loro spalle ci sia la criminalità organizzata. 

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© il Resto del Carlino