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Perché il maxi impianto agrivoltaico a Reggio Emilia fa (molto) discutere. “Nessuno non può fermarlo” /

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05.02.2026

Reggio Emilia, 4 febbraio 2026 – Un campo agrivoltaico grande oltre tredici ettari (l’equivalente di 19 campi di calcio) si appresta a comparire in via Bosco sulle campagne tra Giarola, Sabbione e Gavasseto, comune di Reggio Emilia. E non è un’area qualsiasi: è una di quelle (preziosissime) adibite a pascolo per la produzione del Parmiggiano Reggiano. E la polemica infuria.

Ma cominciamo dall’inizio: l’agrivoltaico è un nuovo approccio di produzione di energia che prevede pannelli fotovoltaici sopraelevati (da 2,2 a 5 metri) o sistemati tra i filari: questo – almeno sulla carta – consente il passaggio di macchinari agricoli e la protezione delle colture, con l’esplicito intento di ottimizzare l’uso del suolo. Insomma, sullo stesso terreno convivono la produzione agricola e quella energetica, per di più rinnovabile.

Nonostante le aspre polemiche, l’iter autorizzativo per la realizzazione dell’impianto proposto da Atlas Solar 18, azienda di Udine, sembra impossibile da fermare.

Il Comune alza le mani, dichiarandosi disarmato di fronte a poteri che sono prettamente nazionali. Il Pd locale  insorge : questo campo non s’ha da fare; il centrodestra intima alla maggioranza  di intervenire e alla Regione Emilia-Romagna di verificare la bontà dell’intervento.

Nel frattempo, il confine tra la scelta etica di affidarsi a fonti rinnovabili e il rischio di deturpare l’ambiente esistente si fa sempre più labile. Ma come sarà questo campo agrivoltaico? E perché i Comuni non hanno la possibilità di mettere un veto unilaterale al progetto?

Secondo il progetto presentato da Atlas Solar, il campo agrivoltaico de La Giarola si estenderà su una superficie di 13,2 ettari e sarà composto da 12.740 pannelli. L'area agricola interessata si trova a Sud Est della città, distante meno di 8 chilometri dall'agglomerato urbano.

L’impianto avrà una potenza di 9,11 Megawatt di picco (Mwp) con un cavidotto interrato di circa 5 chilometri per........

© il Resto del Carlino