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"Chi viene qui gioca con il coltello tra i denti. Questa è la partita più importante dell’anno"

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22.03.2026

"Non credo di avere meriti particolari, non è mai una persona a determinare: serve l’apporto di tutti".

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Per lui è la partita più importante dell’anno e, al netto del fatto che manca ancora più di un mese alla fine di questo campionato, Agenore Maurizi non può essere smentito. Contro il Sora l’Ancona è chiamata a legittimare lo status di padrone del Girone F, in quello che è un match potenzialmente decisivo per la volata promozione: "Le partite sono tutte complicate, noi dobbiamo affrontarla col giusto piglio e determinazione: tutte le formazioni che sono venute qui hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, ne siamo consapevoli e cercheremo di portare questa consapevolezza in campo". Non c’è tempo di fare calcoli o di pensare alle avversarie: "Non sono abituato a ragionare nel lungo termine, so benissimo che questa è la partita più importante dell’anno: dovremo giocare da Ancona, davanti alla nostra gente, in uno stadio che sarà una bolgia".

Non inganni il pesante ko subìto nell’ultimo turno con il Notaresco, i laziali lottano per la salvezza e giocheranno col coltello tra i denti: "Il Sora è una squadra che annovera giocatori molto importanti, domenica scorsa prima del vantaggio del Notaresco ha colpito due pali, ma se noi siamo in testa vuole dire che abbiamo dei valori e dovremo metterli in campo". Inevitabile un riferimento al recupero tra Teramo e Ostiamare, in programma il 25 marzo: "Ragioniamo come se avesse vinto l’Ostiamare. In altri gironi avremo undici punti di vantaggio sulle altre squadre, a testimonianza di quanto sia difficile questo raggruppamento. Ne dobbiamo prendere atto e cercare di fare più punti possibili. La squadra si è allenata molto bene, vedo come sempre ragazzi molto concentrati".

E quando gli viene chiesto se senta più la pressione nell’’inseguire o nell’essere inseguito, Maurizi è lapidario: "La pressione c’è sempre nella vita: la gestione del risultato può creare ansia, ma noi dovremmo averla superata, perché abbiamo giocatori che sono dei gladiatori. Io sono grato alla città per quello che ci sta dando". Da molti considerato l’artefice principale della scalata dell’Ancona verso i professionisti, il tecnico di Colleferro mantiene comunque quel low profile che lo ha sempre contraddistinto: "Non credo di avere meriti particolari, non è mai una persona a determinare qualcosa: è determinante l’apporto di tutti. Sono sempre rimasto fedele a me stesso negli anni: la mia filosofia di vita prevede l’affetto per le persone, questo è sempre stato al primo posto".

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