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Un ortopedico ai Giochi: "Pronto per Livigno. Per aiutare gli atleti"

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14.02.2026

Parlano anche reggiano i 25esimi Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Sia sulle piste da sci, grazie Riccardo Coriani, skiman e allenatore dell’astro nascente dello sci azzurro, Giovanni Franzoni, che nella platea dei commentatori grazie alla medaglia d’oro, in slalom, di Vancouver 2010, Giuliano Razzoli, impegnato a "Notti Olimpiche" su Rai2; ma pure nell’ambito, non meno importante, dello staff sanitario.

E’ il caso del dottor Enrico Lancellotti, 40 anni, che lavorerà presso il policlinico olimpico di Livigno al pronto soccorso ortopedico. Un’opportunità molto interessante per il professionista reggiano, che attualmente lavora nella chirurgia ortopedica di Villa Salus ma ha al suo attivo anni di collaborazione con diverse società sportive del nostro territorio, e non solo.

Dottor Lancellotti, che tipo di ruolo avrà durante le Olimpiadi?

"Mi occuperò dell’assistenza primaria, in caso di infortunio, degli atleti: in gara, durante gli allenamenti o nelle prove. E’ verosimile che poi tale tipo di servizio sarà ampliato a tutti coloro che si troveranno nel villaggio olimpico".

"No. Arriverò in Valtellina martedì per la seconda settimana".

Come è arrivato a essere uno dei medici di ’Milano-Cortina’?

"Ho partecipato a una selezione per il ruolo di ortopedico nell’estate del 2024, su segnalazione di alcuni colleghi del ’Niguarda’ di Milano. L’idea mi allettava, ho inviato il curriculum, ma la conferma di essere tra i prescelti è arrivata solo nel novembre scorso".

Aveva già avuto esperienze simili in competizioni internazionali?

"Sì, al seguito della Nazionale azzurra ai Campionati europei di hockey pista. Poi ho seguito l’Italia del football americano in diverse partite internazionali, sono nello staff medico della Pallacanestro Reggiana, e per un paio d’anni ho collaborato con la clinica mobile del motociclismo, in MotoGp e in Moto2". Qualche aneddoto dal mondo delle ruote?

"Sicuramente i tanti viaggi per seguire i Gp anche agli antipodi del mondo. Sono stato, nell’arco delle annate 2019/2020 e 2020/2021 agli antipodi del pianeta; in Argentina e Thailandia per esempio. Mi è capitato di aiutare Petrucci della Ducati, quando si ruppe un dito. Poi, assieme ad altri colleghi, abbiamo assistito Marc Marquez nell’anno in cui ha vinto il sesto titolo mondiale, quando si infortunò in Thailandia. A Reggio ho operato Marcel Schrotter, pilota di Moto2".

Pensando alle esperienze in altri sport?

"Sono nello staff medico della Pallacanestro Reggiana e, prima ancora, ho collaborato tre stagioni con la Reggiana Calcio. In particolare nell’anno di mister Diana ci furono diverse problematiche muscolari, e ho aiutato diversi giocatori a rimettersi in piedi".

Lei è anche appassionato di nuoto. Tra tutti gli sport quale è quello che preferisce e quello che le ha dato maggiori soddisfazioni professionali?

"Sono appassionato di nuoto fin da bambino, gareggio ancora nelle gare master e, come medico della Fin (la Federazione Italiana Nuoto, ndr) presto assistenza nelle competizioni regionali, quindi, al livello personale, prediligo il nuoto. Sono invece stati il rugby (Lancellotti ha lavorato in passato pure per il Valorugby) la Moto Gp e, ultimamente, a causa dell’aumento dei carichi di lavoro e della fisicità, anche il basket, a mettere più duramente alla prova le mie competenze ed esperienza professionali".


© il Resto del Carlino