Truffa Tari, dati personali a rischio. Il Comune: "Non aprite i messaggi"
Attenzione alle truffe che arrivano sul telefonino, sempre più frequenti: non aprite messaggi fraudolenti
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Prima ti arriva sul telefono un messaggio perentorio su irregolarità di pagamento della tassa rifiuti, poi scopri che è una truffa. Doppio stress per i cittadini di Sant’Ilario: in diversi negli ultimi giorni hanno ricevuto sms e comunicazioni che parlano di presunte irregolarità Tari, invitando a contattare con urgenza numeri indicati nel testo. Il Comune, grazie a diverse segnalazioni ricevute, ha messo subito in guardia: non si tratta di sms ufficiali, bensì di una truffa informatica costruita per colpire chi, preso dal timore di avere pendenze, agisce d’impulso senza verificare.
L’avviso del Comune è chiaro: non cliccare, non rispondere, cancellare il messaggio e bloccare il numero. Dietro quei testi, all’apparenza credibili, si nasconde infatti una truffa studiata per estorcere denaro oppure per impossessarsi di dati personali, fiscali e bancari. Il trucco è sempre lo stesso: pochi dettagli, tono allarmante, invito a un contatto immediato e nessun vero riferimento verificabile. È un copione che ormai si ripete con crescente frequenza e che sfrutta paura, fretta e disattenzione; si tratta di "smishing", cioè il "phishing via sms": il messaggio segnala una posizione "non regolare", parla di possibili aggravamenti e spinge il destinatario a chiamare numeri che in alcuni casi possono essere a sovrapprezzo, in altri servono invece a mettere le mani su informazioni sensibili o sugli estremi della carta di pagamento. L’amministrazione ha ringraziato i cittadini per le segnalazioni e la collaborazione. Per evitare di cadere nel raggiro, spiega il Comune, la regola è una sola: non fidarsi e verificare attraverso i canali ufficiali. Per ogni chiarimento sulla Tari, i cittadini possono contattare direttamente il Comune al numero 0522 902811, consultare il sito istituzionale, oppure rivolgersi allo sportello Iren in piazza a Sant’Ilario o al numero verde 800 969 696. Il nuovo episodio riaccende i riflettori su una vulnerabilità già emersa nei mesi scorsi.
A febbraio, infatti, erano stati hackerati gli account WhatsApp dei sindaci Marcello Moretti di Sant’Ilario e Franco Palù di San Polo, usati per tentare di mettere a segno la cosiddetta "truffa della ballerina". Anche allora il bersaglio era la fiducia: usare un nome noto e istituzionale per abbassare le difese delle persone e spingerle a credere alla richiesta.
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