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Addio a Pietro Iotti. Scout, artista-viaggiatore e manager di successo. Si è spento a 59 anni

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19.02.2026

Si è spento a soli 59 anni l’ingegner Pietro Iotti, manager reggiano di altissima levatura che ha guidato con successo alcune delle più prestigiose realtà industriali italiane di respiro internazionale. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo e un sentimento di commozione unanime: Iotti è stato un uomo di rare capacità che, animato dalla forte ispirazione sociale radicata nella tradizione cristiana di famiglia, ha saputo mettere il proprio talento al servizio della professione, della politica e dell’associazionismo. La notizia, rimbalzata rapidamente tra Reggio e Ospitaletto di Brescia - dove ricopriva la carica di amministratore delegato della quotata Sabaf - ha scosso profondamente il mondo imprenditoriale e istituzionale.

Nato a Reggio il 25 giugno 1966, Iotti aveva coltivato sin dall’infanzia i valori dello scoutismo nell’Agesci. L’esperienza da capo scout aveva plasmato la sua visione del lavoro, fondata sul rigore e il gioco di squadra. Dopo il diploma al liceo scientifico ’Aldo Moro’, si era laureato in Ingegneria Meccanica con indirizzo energetico al Politecnico di Milano. Durante gli anni degli studi, aveva lavorato come mimo nelle produzioni del Teatro Valli dirette dal regista Pier Luigi Pizzi, un’opportunità che gli aveva permesso di viaggiare in Europa e negli Usa.

Il suo percorso professionale è stato un esempio di rigore tecnico e visione manageriale. Ha ricoperto incarichi di vertice in gruppi industriali d’eccellenza come Iveco Fiat, Smeg, Technogym e Interpump, arrivando a gestire realtà internazionali con fatturati da centinaia di milioni di euro e migliaia di dipendenti. Tra il 2006 e il 2012 è stato inoltre presidente della multiutility Enia-Iren. Molto attivo anche sul fronte associativo e civile, è stato membro di giunta degli Industriali reggiani (2000-2009) e, per sei anni, presidente e ad di Assoservizi. Alla fine degli anni ’90 aveva prestato il proprio impegno alla comunità anche in Sala del Tricolore, sedendo come consigliere comunale nelle fila dei Democratici di Prodi e Parisi.

Dal 12 settembre 2017 guidava Sabaf, leader mondiale nella componentistica per elettrodomestici; a seguito della dolorosa notizia, il cda della società è stato convocato d’urgenza per le determinazioni statutarie. Pietro Iotti apparteneva a una famiglia storicamente radicata nel tessuto sociale reggiano. Era figlio di Giulio Iotti, scomparso nel 2020 a 89 anni dopo una vita dedicata all’accoglienza e al sostegno dei più fragili: fondatore della Dimora d’Abramo, tra i promotori del Consorzio Oscar Romero e per anni ruoli dirigente in Confcooperative. Pietro lascia la moglie Emanuela Romitelli, la figlia Isabella, la madre Eugenia (sorella di don Eugenio Morlini), le sorelle Maria Teresa e Valeria e il fratello Dante.

"La sua perdita lascia un vuoto profondo e incolmabile nelle nostre vite - scrivono la consorte e la figlia - È stato un uomo buono, presente, capace di amare con generosità e di donare forza e serenità alla nostra famiglia ogni giorno. Ci mancheranno il suo sorriso, i suoi consigli, il suo abbraccio sicuro. Continueremo a portarlo nel cuore, custodendo con gratitudine tutto l’amore che ci ha donato. La sua memoria sarà per noi luce e guida nel cammino della vita".

Tra i primi ad esprimere vicinanza e cordoglio alla famiglia sono stati la presidente di Confindustria Roberta Anceschi insieme al direttore generale Vanes Fontana, il Consiglio direttivo e generale, che lo ricordano come persona di "incondizionata serietà umana e professionale". La giornalista Marina Bortolani, amica storica, ne parla come di "un validissimo capo scout Agesci, di quelli che lasciano un segno positivo per tutta la vita". Marco Eboli lo ricorda come "persona intelligente e simpatica", mentre la sindaca di Ospitaletto Laura Trecani scrive su Fb: "Oltre ad apprezzarne la competenza professionale e la visione manageriale, ho conosciuto una persona di grande umanità, capace di ascolto ed empatia verso ogni interlocutore. La sua guida e il suo impegno hanno rappresentato un valore importante non solo per l’azienda, ma per l’intera comunità".

La camera ardente è stata allestita alle Onoranze Funebri Reverberi di via Terezin in città (oggi orario continuato 8.30-18.30). Le esequie saranno celebrate domani, venerdì 20, alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Gavasseto, prima dell’ultimo viaggio al Cimitero Monumentale.


© il Resto del Carlino