Prezzi, Legacoop dà l’allarme: "Dopo Pasqua la stangata"
Una ragazza al supermercato. Nel riquadro, Simone Gamberini di Legacoop
Articolo: Uova e colombe, niente rincari: "Non facciamo troppi allarmismi"
Articolo: Incursione al supermarket. Ladri in fuga a mani vuote
Articolo: "I consumi sono in flessione. Qualcuno dovrà soccombere"
Nell’uovo di Pasqua gli italiani rischiano di trovare un’amara sorpresa, quella cioè di prezzi destinati ad andare fuori controllo proprio a partire dai primissimi giorni di aprile, con aumenti che sfioreranno il 20%.
E’ in arrivo infatt una stangata sugli scaffali dei supermercati, a partire da quelli principali come Coop e Conad. Ma non sono esclusi ulteriori aumenti in futuro, generalizzati tra le strutture di vendita, se la guerra in Medio Oriente non finirà a breve e nel caso dunque continuino le ripercussioni sul rincaro del petrolio.
L’annuncio lo dà il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, intervenuto a un dibattito organizzato dall’associazione ’Il Tiro’: "Gli scaffali Coop e di altre strutture subiranno aumenti dopo Pasqua, più o meno dal 7% al 15%, se non interverranno azioni regolatorie".
Piove sul bagnato: l’Istat aveva infatti calcolato come a febbraio – mese ancora al riparo dall’effetto-Iran – i prezzi su base annua di frutta, verdura, carne e pesce già fossero in aumento del +3,6% rispetto a un anno prima.
La Cina non è vicina: Numeri già di per sè da capogiro, ma non è tutto: "Oltre alla speculazione, alla base c’è un dato di fatto, quello che vede tutte le merci in arrivo dalla Cina e dall’estremo Oriente costrette a impiegare molto più tempo per poter approdare in Europa".
Oltre alle quantità maggiori di carburante utilizzato per muovere quelle merci, va poi tenuto a mente che il gasolio vine ora venduto a prezzi nettamente aumentati: "Costa dunque molto di più far arrivare le merci, perché il gasolio per le grandi navi e il carburante per gli aerei sono aumentati del 200%", osserva Gamberini. Tutti i costi e i ritardi sulla catena di fornitura, evidenzia quindi il numero uno Legacoop, "vanno poi a ricadere sui prezzi o sui deficit di fornitura, che cominceranno a diventare realtà nelle prossime settimane.
Non solo Hormuz: le incertezze che avvolgono i paesi della penisola araba affacciati sullo stretto di Aden e sul Mar Rosso hanno un effetto diretto sulle navi che devono portare oggi materie prime in Europa".
Come ai tempi di Vasco da Gama, i vascelli, prosegue Gamberini, "passano per il Sudafrica, impiegando almeno quindici giorni in più per arrivare in Europa. Viaggiando sempre a pieno carico. Tutto questo – rimarca Gamberini – ricade sul carrello della spesa degli italiani e delle imprese".
© Riproduzione riservata
