La lettera aperta del sindaco Lepore e l’appello: “Bologna non violenta e democratica ritrovi il suo orgoglio”
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore
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Bologna, 11 marzo 2026 – Una mattinata per abbracciare la "Bologna non violenta e democratica". Così ha definito il sindaco Matteo Lepore la serie di appuntamenti che lo vedono protagonista oggi. E in una lettera aperta alla città postata sui suoi social lancia un appello: “Bologna non violenta e democratica ritrovi il suo orgoglio e si faccia sentire, perché il mondo sta scegliendo all'opposto la violenza e la sopraffazione. Diamoci da fare insieme perché del fare di Bologna c'è bisogno”.
Un fiore sulla tomba di Francesco Lorusso
La giornata del primo cittadino è cominciata alla Certosa: "Come ogni anno, da quando sono sindaco, appena apre la Certosa – scrive Lepore – porterò un fiore sulla tomba di Francesco Lorusso, il giovane studente ucciso a Bologna dalle forze dell'ordine. Era l'11 marzo 1977". In nome di Lorusso è stata organizzata una manifestazione anche all’intersezione tra via Irnerio e via Mascarella, dove però è stata contestata la vicesindaca Emily Clancy.
Visita alla stazione e alla sede della Cgil
Successivamente il sindaco ha proseguito la sua mattinata con una visita alla stazione ferroviaria – per omaggiare il ricordo delle vittime dell’attentato del 2 agosto 1980, sfregiato dai cori fascisti intonati dagli ultras del Verona (proprio in stazione avevano intonato cori dedicati a Mussolini e Hitler, corredando il tutto con saluti romani) – e alla sede della Cgil, che nel corso del corteo di organizzato da ‘Non una di meno’ per la Giornata internazionale della donna era stata bersaglio del lancio di una torta.
"Dobbiamo fare appello a tutta la nostra forza e alla nostra responsabilità – ha rivendicato il sindaco –. La democrazia è una cosa fragile, da curare ogni giorno. Nella sua storia, Bologna ha saputo farlo quando si è unita in modo pacifico e non violento contro le ingiustizie, i soprusi, le guerre, contro il fascismo e il terrorismo di ogni matrice. Il 19 marzo prossimo, a questo proposito, sarà l'anniversario dell'omicidio del giuslavorista Marco Biagi che insieme alla famiglia ricorderemo. Sono giorni tesi questi, nella nostra città e nel mondo".
In questo suo appello al dialogo Lepore ricorda come "anche oggi, a Bologna ci sarà un corteo contro una struttura comunale che porterà un progetto educativo nel rione del Pilastro, il Museo dei bambini. Un investimento inedito e importante. Possibile che un progetto educativo, rivolto a un quartiere e alla città, debba essere oggetto di scontri e violenza, con tutto quello che sta accadendo?".
Nelle stesse ore in cui Lepore effettuava il suo tour era in corso un nuovo confronto tra manifestanti e polizia al Pilastro. Alcuni manifestanti, sedutisi davanti al cantiere in resistenza passiva, per bloccare l’accesso degli operai, sono stati sollevati di peso dalla polizia e spostati altrove.
Il costo trasporti per i corsi di italiano agli stranieri
"Oggi scriverò alle scuole di italiano del nostro territorio per rassicurarle sul fatto che se lo Stato non garantirà l'abbonamento dell'autobus per i migranti dei Cas statali che frequentano i corsi, lo faranno la Città metropolitana e il Comune di Bologna. Se impediamo loro di lavorare per legge e nemmeno garantiamo loro un supporto per imparare l'italiano, che vita pensiamo possano vivere?", scrive ancora il sindaco, rispondendo così all'appello lanciato nei giorni scorsi da numerose associazioni e scuole di italiano per migranti del territorio.
Ieri intanto "insieme a decine di educatori e al cardinale Matteo Zuppi – ricorda Lepore – abbiamo inaugurato un centro diurno per minori stranieri non accompagnati. Un progetto prezioso che proviene dal terzo settore insieme alle istituzioni. Ho voluto esserci perché di questi luoghi abbiamo bisogno come l'ossigeno, mentre la destra nazionale taglia i fondi per l'accoglienza, vuole riproporre ricette fallite come i Cpr e soffia sul fuoco dell'odio spingendo l'islamofobia".
Lepore ha evidenziato che le tre tappe del suo tour le copre in bus: "Per fare tutti questi spostamenti e andare al lavoro oggi come sempre userò l'autobus e ci metterò tanto, lo so. Mi prenderò le mie critiche perché ci sono i cantieri del tram e i conseguenti disagi, rumori e buche, ma un Sindaco questo deve fare. Tra pochi mesi avremo ultimato in quattro anni 23 chilometri di tramvie, che Bologna attendeva da molti decenni. Ce la stiamo mettendo tutta per risolverli e finire in fretta. Vi assicuro: dopo ne saremo soddisfatti e la nostra vita migliorerà, così come la città", conclude il primo cittadino.
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