Cracco chef della piadina diventa cittadino onorario dell’Emilia-Romagna: “Prendo il testimone da Bottura, grande responsabilità”
Carlo Cracco al padiglione Emilia Romagna del Vinitaly
Articolo: Padiglione Emilia Romagna al Vinitaly, tutte le sfumature del vino: “Territorio da scoprire colmo di meravigliose differenze”
Articolo: Inaugurazione Vinitaly, il taglio del nastro tra gli scossoni di guerra: “Export, lavoriamo di squadra”
Verona – È nel segno di Carlo Cracco che spalanca le sue porte il padiglione dell’Emilia Romagna al Vinitaly, la kermesse nazionale del vino in corso a Verona. Allo chef vicentino – ospite nel padiglione con la sua ‘Piadineria’ – viene consegnata dal presidente regionale Michele de Pascale la cittadinanza regionale dell’Emilia Romagna, omaggio a un legame di lunga data, non solo professionale: la moglie Rosa Fanti è infatti romagnola. “È una grande responsabilità farmi carico della tradizione della piadina, e soprattutto ereditare questo testimone da Massimo Bottura”, esordisce Cracco, ricordando quello che era l’ospite dell’edizione 2025 nel padiglione dell’Emilia Romagna.
Padiglione Emilia Romagna al Vinitaly, tutte le sfumature del vino: “Territorio da scoprire colmo di meravigliose differenze”
A tagliare il nastro è Simona Ventura, anche quest’anno madrina del padiglione: “L’Emilia Romagna non è solo la mia terra d’origine, ma il mio buen retiro”. Sul vino emiliano-romagnolo preferito, Simona Ventura non ha dubbi: “Il sangiovese, senza dubbi”.
Inaugurazione Vinitaly, il taglio del nastro tra gli scossoni di guerra: “Export, lavoriamo di squadra”
Sono novanta gli espositori ospiti del padiglione, “tredici in più del 2025”, commenta il presidente dell’enoteca regionale Davide Frascari: una costellazione di produttori che va “dalle due cantine maggiori d’Italia, e cioè Caviro e Cevico, per arrivare a chi custodisce vini ancora poco conosciuti”. Una intera costellazione "che ci rende orgogliosi - analizza de Pascale - ma l'Emilia Romagna del vino può ancora fare molto di più".
Entrando più nel dettaglio, l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi racconta di “un momento internazionale complesso, ma questa è una grande regione, con trenta vini caratterizzati da una denominazione d’origine. Il vino è cultura, è socializzazione. Le 'macchie di vino sulla tovaglia' con cui abbiamo caratterizzato questo padiglione simboleggiano un gruppo di persone che stanno insieme, parlandosi, dialogando”. Con un orizzonte enologico che è anche culturale: “Ogni vino è diverso”.
Insieme all’assessora al Turismo Roberta Frisoni, che rivendica il valore “dell’accoglienza quale messaggio dell’Emilia Romagna”, chiudono l'inaugurazione il presidente di Casa Artusi Andrea Segré e Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, che insieme spiegano come “il riconoscimento a patrimonio immateriale Unesco della cucina italiana è nato sull’asse Milano-Modena, anche grazie a Massimo Bottura. Dopo cinque anni di lavoro l’obiettivo è stato raggiunto, ora occorrerà vigilare perché questo patrimonio sia ben custodito”.
© Riproduzione riservata
