A ovest della città è nato un bosco urbano
Sono 28mila gli alberi piantumati nell’ambito di un programma che ha ottenuto la certificazione Fsc
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Quaranta ettari di suolo sottratti a future cementificazioni, 28mila alberi piantumati, e un obiettivo di assorbimento di CO2 pari a 2300 tonnellate all’anno. E’ con questi volumi che si presenta ai bolognesi la fascia boscata che l’Aeroporto Marconi ha realizzato a nord della pista di volo, in otto diverse aeree – comprese fra i territori dei comuni di Bologna e di Calderara di Reno – le quali ospitano quello che è il primo bosco certificato da FSC Italia per la gestione forestale responsabile.
"Il Marconi è il primo aeroporto al mondo a ottenere la certificazione FSC di gestione forestale responsabile", rivendica il direttore generale e ad Nazareno Ventola".
Entrando più nello specifico, trentasei ettari sono oggi destinati a vero e proprio bosco, mentre quattro sono costituiti da radure prative seminate con un mix di piante dedicate agli insetti impollinatori. Appartengono a oltre cinquanta specie le essenze messe a dimora: trenta specie arboree – fra queste roverella, salice, olmo, pioppo, acero, frassino, carpino, ligustro e prugnolo – e ventuno specie arbustive.
Il modello è quello del ’querco carpineto’, vale a dire la foresta planiziale che un tempo era diffusa su tutto il bacino della pianura padana, la quale oggi sopravvive con i suoi ultimi lembi a Sasso Fratino, cuore del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, e che sta lentamente riprendendo piede all’interno delle pinete costiere, protagoniste di un progressivo fenomeno che vede le piante originarie dell’areale italiano farsi lentamente largo tra i pini.
La fauna italiana si auspica possa apprezzare le piantumazioni: qui arriveranno delle api quali impollinatori, mentre fra gli alberelli già ora si nota una lepre, probabilmente soddisfatta di essere capitata in questo lembo verde fra le aree urbanizzate.
I 28mila alberi hanno circa trenta chilometri di impianti di irrigazione a sostentarli, alimentati a loro volta da un pozzo collegato alla falda. Non tutti gli alberelli piantumati diventeranno adulti: in alcune aree sono stati piantati piuttosto vicini gli uni agli altri, in modo da fare sì che gli alberi si ’autoselezionino’, mettendo in conto una naturale moria per un 7-10% del totale degli esemplari.
Le aree in questione, comunali o espropriate, sono già state convertite a livello urbanistico in zone a destinazione forestale. Una volta adulti, gli alberi saranno in grado di assorbire circa 2300 tonnellate di CO2 all’anno: quasi quanto quelle emesse dall’aeroporto – pari a 3000 all’anno –, il quale tuttavia è già ora classificato come neutrale dal punto di vista carbonico, per via dei crediti acquistati sul mercato dedicato.
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