Dante De Paz, le persecuzioni razziali e la fuga da Bologna: “Ricordare ha un valore eterno” /
Bologna, 27 gennaio 2026 – Al civico 4/d di via Ugo Bassi, la famiglia De Paz vende tessuti da quasi un secolo. Quella che oggi è una delle vetrine più antiche di Bologna, gestita da Dante assieme ai figli, affonda le sue radici nel periodo più buio del nostro Paese: quello del fascismo e delle persecuzioni razziali.
Dante, la vostra storia comincia nel 1932. Che aria si respirava in negozio prima che la situazione precipitasse?
"Era l’orgoglio di nonno Alfredo e papà Neldo. Eravamo commercianti di tessuti, compravamo le stoffe migliori d’Italia e le portavamo in città. L’insegna recitava ‘De Paz Casa delle stoffe’. Vendevamo soprattutto lane inglesi e tagli di alta qualità. Si lavorava sodo, finché non è arrivata la tragedia. Il fascismo era male allo stato puro. Ricordo ancora i racconti sui muri imbrattati. Erano........
