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Uova e colombe, niente rincari: "Non facciamo troppi allarmismi"

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14.03.2026

In alto Davide Cupioli, panificatore e presidente di Confartigianato Imprese

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Pasqua dolce o Pasqua amara? Quella del 2026 rischia di avere un retrogusto meno zuccherino del previsto. Tra l’aumento del prezzo del cacao, i rincari energetici e il costo delle materie prime ancora elevato, nelle ultime settimane si è tornato a parlare di possibili aumenti per alcuni dei prodotti simbolo delle festività, dalle uova di cioccolato alle tradizionali colombe. Una prospettiva che alimenta timori tra i consumatori, già alle prese con un carrello della spesa sempre più caro.

Dal territorio riminese però, arriva un invito a evitare facili allarmismi. Davide Cupioli, panificatore e presidente di Confartigianato Imprese Rimini, invita a guardare con maggiore equilibrio alla situazione attuale, sottolineando come al momento non vi siano elementi concreti che giustifichino rincari significativi sui prodotti tipici della Pasqua. "In vista delle festività pasquali non ci sono motivi per creare allarmismi sui prezzi – spiega Cupioli –. È vero che il perdurare dei rincari energetici potrebbe incidere nel medio periodo su alcune voci della filiera, come il trasporto e l’approvvigionamento delle materie prime. Tuttavia gran parte delle forniture necessarie per la produzione pasquale è stata acquistata già da settimane". Le aziende artigiane infatti, hanno programmato con anticipo la produzione. Molti ingredienti, dalle farine agli altri prodotti utilizzati per la realizzazione delle colombe, sono stati acquistati anche uno o due mesi fa e i dolci sono già in fase di lavorazione o distribuzione. Il settore resta comunque vigile. "Eventuali comportamenti speculativi da parte di singoli operatori – conclude Cupioli – non sarebbero giustificati dal contesto reale del mercato".

L’auspicio è che imprese e consumatori possano affrontare le festività con equilibrio e senso di responsabilità.

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© il Resto del Carlino