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Emilia Romagna, il referendum del 22 e 23 marzo: il quesito spiegato e come si vota

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21.03.2026

Si vota anche in Emilia-Romagna per il referendum costituzionale confermativo relativo alla riforma della giustizia

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Bologna, 21 marzo 2026 – Due giorni per decidere su una modifica della Costituzione: domenica 22 e lunedì 23 marzo anche l’Emilia-Romagna torna alle urne per il Referendum sulla giustizia. Una consultazione che coinvolge numeri rilevanti e richiede attenzione su modalità e contenuti del voto.

Quando si vota per il referendum costituzionale

Quanti sono gli elettori in Emilia-Romagna

Quanti sono gli elettori in Emilia-Romagna: la distribuzione provincia per provincia

Il quesito del referendum: in cosa consiste la riforma

Come si vota al referendum (e cosa serve per votare)

Quando si vota per il referendum costituzionale

I seggi saranno aperti: domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura delle urne.

Quanti sono gli elettori in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono chiamati al voto 3.365.878 elettori, secondo i dati aggiornati del ministero dell’Interno. A questi si aggiungono: 227.655 iscritti all’Aire (italiani residenti all’estero), 1.463 elettori temporaneamente all’estero, che votano per corrispondenza. Il totale supera così 3,59 milioni di elettori.

Le sezioni elettorali attive sono 4.525.

A Bologna istituiti anche 364 seggi Aire per lo scrutinio delle schede provenienti dall’Europa.

Quanti sono gli elettori in Emilia-Romagna: la distribuzione provincia per provincia

Bologna: 776.517 elettori – 1.055 sezioni Modena: 524.647 – 701 sezioni Reggio Emilia: 396.915 – 476 sezioni Parma: 335.341 – 470 sezioni Forlì-Cesena: 300.315 – 387 sezioni Ravenna: 294.453 – 400 sezioni Ferrara: 264.990 – 406 sezioni Rimini: 261.194 – 331 sezioni Piacenza: 211.506 – 299 sezioni

Il quesito del referendum: in cosa consiste la riforma

Il referendum riguarda una legge costituzionale sul sistema giudiziario, approvata dal Parlamento e sottoposta a conferma popolare.

In termini concreti, la riforma introduce cambiamenti strutturali all’ordinamento giudiziario italiano: - Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, che potranno restare nella propria carriera per tutta la vita professionale. - Riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura (Csm), con due organi distinti (uno per giudici e uno per pubblici ministeri) e parte dei membri selezionati anche tramite sorteggio. - Istituzione di una Alta corte disciplinare con competenze specifiche su giudici e pubblici ministeri, riequilibrando le funzioni disciplinari rispetto al modello attuale. Sulla scheda elettorale è riportato il titolo ufficiale della legge: votando SÌ si approva la riforma così com’è stata approvata dal Parlamento; votando NO la si respinge, mantenendo l’attuale assetto costituzionale. Per questo tipo di referendum non è previsto quorum: il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza.

Come si vota al referendum (e cosa serve per votare)

Per votare è necessario presentarsi al seggio con documento di identità valido e la tessera elettorale. L’elettore riceve una scheda con le opzioni SÌ e NO e deve tracciare un segno sul riquadro scelto. 

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© il Resto del Carlino