Riccardo Bertoncelli, chi è il critico che racconta il rock italiano (e punge anche Vasco Rossi)
Il critico musicale Riccardo Bertoncelli e Vasco Rossi
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Bologna, 19 marzo 2026 - C’è chi è diventato celebre per un disco, chi per una tournée. Riccardo Bertoncelli, invece, è entrato nella memoria collettiva per la sua narrazione del rock e, perché no, anche finendo dentro una canzone. E non una qualsiasi: L’avvelenata di Francesco Guccini, brano diventato simbolo di un’epoca e di un modo di fare critica musicale senza sconti. Oggi, a distanza di decenni, Bertoncelli continua a raccontare la musica con lo stesso spirito: curioso, severo e sempre pronto a mettere in discussione i miti (anche quello del rocker di Zocca). Il suo nuovo libro, Abitavo a Penny Lane, ripercorre mezzo secolo di rock, jazz e blues, tra ricordi personali, incontri con artisti e retroscena editoriali.
Chi è Riccardo Bertoncelli
Riccardo Bertoncelli, nato a Novara nel 1952, è considerato da molti il più importante critico italiano di musica pop e rock. Giornalista, saggista e curatore editoriale, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia musicale raccontando dischi, artisti e movimenti con uno stile diretto e spesso provocatorio. Negli anni Settanta fu tra i fondatori della rivista Gong, una delle testate più influenti per i giovani appassionati di musica dell’epoca. Inizia a scrivere giovanissimo, pubblicando nel 1973 Pop Story, un volume che contribuì a introdurre la popular music nel dibattito culturale italiano, allora ancora dominato dalla critica “alta”. Nel corso della sua carriera ha firmato centinaia di articoli, diretto collane editoriali e curato opere enciclopediche sul rock, collaborando con case editrici come Arcana e Giunti e lavorando anche in radio.
Dal “dissing” con Guccini all’amicizia
La vicenda che lo rese noto al grande pubblico risale al 1975. Bertoncelli, allora giovane critico, stroncò l’album Stanze di vita quotidiana di Francesco Guccini, accusandolo di essersi allontanato dall’impegno politico che, in quegli anni, si chiedeva ai cantautori. Guccini reagì duramente nella canzone L’avvelenata, inserendo un verso rimasto celebre: “Un Bertoncelli, un prete a sparare cazzate”. Un attacco frontale che oggi verrebbe definito un vero e proprio dissing. Bertoncelli ha raccontato di non aver mai firmato alcuna liberatoria per quella citazione, perché all’epoca “valeva la parola data”. Cercò direttamente Guccini sull’elenco telefonico, prese un treno per Bologna e si presentò in via Paolo Fabbri 43. Da quell’incontro nacque non solo un chiarimento, ma anche un rapporto di stima e amicizia.
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Cosa ha detto su Vasco Rossi
Negli anni Bertoncelli non ha mai smesso di esprimere giudizi netti sui protagonisti della musica italiana. Il critico ha spiegato di aver avuto un rapporto complesso anche con Vasco Rossi. In un’intervista a Fanpage, ha definito Vasco Rossi in modo lapidario: “Il rock che piace a quelli che non conoscono il rock”, frase che rivendica apertamente. Pur riconoscendo l’eco culturale del pop-rock di Vasco, che canta a squarciagola la vita spericolata del Roxy Bar, Bertoncelli sottolinea come la figura rocker di Zocca sia stata spesso mitizzata più del dovuto. Per lui, è fondamentale valutare prima i dischi e poi i personaggi, seguendo un approccio storico e critico alla musica.
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Nel suo ultimo lavoro, Abitavo a Penny Lane. Memorie di anni gloriosi di rock, jazz e blues, pubblicato da Feltrinelli, Bertoncelli ripercorre la propria formazione e i decenni in cui la musica popolare è diventata una forma di cultura globale. Il titolo è un omaggio ai Beatles e al modo in cui, da adolescente, immaginava le strade di Novara come la celebre via di Liverpool. Il libro mescola ricordi personali, retroscena editoriali e incontri con artisti italiani e internazionali, restituendo il clima di un’epoca in cui la critica musicale aveva un peso reale nel dibattito pubblico. Non è solo un’autobiografia, ma una cronaca culturale di oltre cinquant’anni di musica raccontata da chi l’ha osservata da vicino, spesso in anticipo sui tempi e quasi sempre controcorrente.
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