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Antonietta travolta e uccisa dall’auto in fuga, lo strazio della figlia: “L’ho vista morire davanti a me”

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02.03.2026

Le lamiere della Lancia Y sulla quale viaggiavano madre e figlia di ritorno dal cimitero; a destra, dopo lo schianto all’incrocio, l’Alfa 159 si è fermata sul marciapiede (foto Fiocchi)

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Modena, 2 marzo 2026 – Modena è sotto choc dopo quanto è accaduto sabato pomeriggio a un incrocio non lontano dal centro, dove un’Alfa 159 con a bordo quattro giovani rom in fuga dai carabinieri, dopo avere ignorato l’alt, è piombata su una Lancia Y uccidendo una donna di 89 anni, Antonietta Berselli. Accanto a lei, alla guida, c’era la figlia 58enne, uscita incolume dallo scontro.

La figlia disperata: “Mia madre è morta sotto i miei occhi”

“Mia madre è morta sotto i miei occhi – racconta in lacrime –. Stavamo tornando dal cimitero di Albareto, dove riposano tutti i nostri cari, mia madre ci teneva ad andare ogni sabato. La stavo riportando a casa, eravamo a poche centinaia di metri da dove viveva. Stavamo parlando della nostra famiglia, anzi, ricordo bene, in quel momento stavamo ridendo e commentando il festival di Sanremo”. Un sabato pomeriggio come tanti, che improvvisamente diventa un incubo. L’Alfa con a bordo i quattro giovani nomadi, dopo un folle zig-zag tra le auto in coda al semaforo, ignora il rosso e in contromano centra in pieno la Lancia con a bordo madre e figlia.

Antonietta Berselli è morta dopo lo schianto in ospedale

Uno schianto violentissimo, Antonietta Berselli morirà poche ore dopo all’ospedale di Baggiovara, dopo un secondo arresto cardiaco. “Mia madre era anziana, ma stava bene – dice ancora la figlia –. Che cosa provo per i responsabili? Loro non sono nei miei pensieri”. I carabinieri sono riusciti a bloccare tre dei quattro ragazzi, che si sono dati alla fuga a piedi nelle vie vicine. Il quarto, invece, è ancora ricercato, ma i carabinieri sono già risaliti alla sua identità. In manette è finito il conducente, vent’anni, incensurato.

Il 20enne alla guida non aveva mai preso la patente

Dalle indagini è emerso che non ha mai preso la patente, mentre i suoi fratelli, di 15 e 17 anni, sono stati denunciati e consegnati alle famiglie. Sono rom che vivono in un accampamento illegale sotto il ponte dell’alta velocità a San Matteo, frazione di Modena. Un campo abusivo, da anni al centro di polemiche e mai smantellato, anche a seguito della decisione di un giudice di eleggerlo a domicilio per un pregiudicato che doveva scontarvi una pena.

Si riaccende la polemica sul vicino campo rom 

La tragedia di sabato ora riaccende la polemica. Insorgono Lega e Forza Italia, che chiedono la chiusura immediata del campo. “Da anni la Lega di Modena denuncia la pericolosità sociale di quell’accampamento, dove sono svolte attività illegali, anche gravi, note a tutti”, le parole di Giovanni Bertoldi, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, che critica anche la decisione di affidare i due minori alle famiglie rom di provenienza e non a una struttura penale e minorile. Stessi toni da Forza Italia.

“Da anni chiediamo la chiusura del campo – tuona il capogruppo Piergiulio Giacobazzi –. Ora il Comune non ha più scuse, continuare a non intervenire significa accettare che esista una zona franca sottratta a ogni regola”. Anche il comitato ’Modena merita di più’, da tempo attivo per le questioni legate alla sicurezza, si è subito mobilitato. Intanto è attesa per oggi l’udienza di convalida in carcere per il ventenne arrestato. Deve rispondere di omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e anche omissione di soccorso.

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© il Resto del Carlino