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Vuelle, più carte in mano per Leka che deciderà se far esordire o meno l’ultimo acquisto. Due centri sul parquet, oltre a Smith lavora anche Miniotas

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01.04.2026

Miniotas, qui spettatore nell’ultimo match casalingo con la Fortitudo (foto Luca Toni)

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Ieri, alla ripresa degli allenamenti, i lunghi sul parquet erano due. Uno, Andrew Smith, appena arrivato. L’altro, Miniotas, che sta recuperando. Il lituano ha svolto però solo la parte senza contatto, ma ci sono ancora alcuni giorni a disposizione prima della sfida con Verona che potrebbero aprire degli scenari diversi se ‘Regi’ fosse in grado di andare in campo, anche solo per un minutaggio limitato. Chiaro che in questo caso Leka dovrà fare una scelta perché tutti e tre in campo non possono andarci in quanto il passaporto lettone, quindi comunitario, del neo-acquisto lo equipara comunque ad uno straniero. Ecco perché sarebbe stato meglio pescare un italiano sul mercato, così il rinforzo sarebbe stato garantito. Le opzioni diventano comunque interessanti, anche se molto diverse: ad esempio l’ipotesi di far debuttare Smith accanto a Miniotas per avere un pacchetto lunghi più ampio, col rischio però di lasciar fuori un ‘guastatore’ come Jazz Johnson che a Pistoia ha dimostrato di saper essere incisivo quando vuole, oppure proteggere ancora Regimantas che è fermo dal 18 marzo e potrebbe aver perso il ritmo-partita e rimandare il ritorno alla prossima settimana.

Se invece Miniotas fosse ritenuto abile e arruolato, allora sarebbe Smith a posticipare il suo esordio, ma il suo contributo in allenamento è comunque prezioso per alzare il livello della competitività prima di un match così importante. In ogni caso, comunque vada, Pesaro avrà un giocatore in più nel roster e questo è già importantissimo perché averne otto-nove da ruotare anziché sette-otto cambia parecchio in una gara che sarà molto dispendiosa sotto il profilo delle energie. La Tezenis viene da una vittoria strana contro Cento, una partita terminata con un sol punto di scarto: colpa di un rilassamento della squadra scaligera che si è un po’ addormentata nell’ultimo quarto, perso 17-27. Così come aveva approcciato male la gara, chiudendo sotto il 1° quarto (18-25). Poi però Verona si è svegliata e all’intervallo aveva messo le cose a posto mentre all’ultimo riposo pareva avere l’inerzia in pugno (+11), ma poi se l’è dovuta sudare fino alla fine a riprova di un campionato che non ammette distrazioni. Già tornato Zampini, che si era infortunato in Coppa Italia, ma è in buona forma: domenica ne ha messi 16 in soli 24’. L’unico ancora ai box è Lorenzo Ambrosin, operato alla mano sinistra a inizio marzo. Intanto, Livorno ha aggregato Eric Lombardi per gli allenamenti: probabile che i labronici vogliano verificare il suo stato di forma visto che l’ex Vuelle non gioca da quasi due mesi, cioè da quando Bergamo è stata radiata dal campionato, il 6 febbraio scorso.

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