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Tambone, grazie ai tifosi: "Pubblico da Eurolega"

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23.02.2026

La dedica più accorata nel dopo partita è di Matteo Tambone, che arriva in sala stampa con gli occhi bassi, nonostante la soddisfazione per la vittoria: "Ho giocato con un cuoricino d’oro legato ai lacci delle scarpe. Me lo aveva regalato mio suocero, mancato nei giorni scorsi: mi voleva tanto bene e credo che mi abbia guidato dall’alto. Questa vittoria la dedico a lui e alla mia famiglia". Poi fa i complimenti ai tifosi: "E’ stato un pubblico da Eurolega, sarebbe bello che fosse così tutte le domeniche". Una spinta che ha galvanizzato la squadra, che ha risposto con una prestazione eccezionale: "La cosa che mi è piaciuta di più stasera e che voglio sottolineare – dice coach Spiro Leka – è stata la qualità del gioco sotto pressione. Perché resistere al ritorno di Rimini è stata una prova di maturità. Non si può pensare di travolgere una squadra di questo livello: puoi fare un break, ma per batterla devi saper soffrire fino all’ultimo minuto ed è quello che abbiamo fatto, cercando di non farli tornare troppo sotto perché, in un finale punto a punto, la loro malizia, superiore alla nostra per l’esperienza che hanno, in tanti giocatori, potevamo pagarla cara".

Il merito, il coach biancorosso, lo dà a tutti: "Siamo forti perché siamo squadra, ma la caramella stavolta la regalo a Rino De Laurentiis, che proprio quando Miniotas non era in serata si è rivelato per noi decisivo". Onesto, Leka, perché riconosce anche che l’espulsione di Marini ha pesato: "Certo che condiziona la partita l’uscita di un giocatore del genere, gli altri ci provano ma non sono lui. C’erano i due antisportivi? Il primo tutta la vita, il secondo non potevo vederlo, perché è capitato dalla parte opposta del campo alla nostra panchina".

Sullo stesso argomento Dell’Agnello non ci piange troppo sopra, ammette solo che "i falli hanno condizionato la partita dei nostri due terminali più importanti, ma questo certo non è colpa di Pesaro". Sottolinea, invece, quello che Rimini poteva fare meglio: "Lo scalino della partita è stata tra la fine del 1° quarto e l’inizio del 2° con la Vuelle che ha tirato 6/10 da tre punti mentre noi 1/11. Lì si è creato il break, ma non ci siamo mai arresi, tanto che gli ultimi due quarti li abbiamo vinti noi, ma non è bastato. Sul -6 abbiamo lasciato due rimbalzi offensivi sanguinosi e Pesaro è volata via".


© il Resto del Carlino