La Vuelle affonda anche Mestre: senza pivot è vittoria schiacciante. E adesso sotto con la Fortitudo
I biancorossi festeggiano sotto la curva dei tifosi arrivati da Pesaro
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Mestre, 21 marzo 2026 – Con una vittoria schiacciante la Vuelle ribadisce perché è al comando del campionato da oltre cinque mesi. Al ’Taliercio’ gioca una partita magistrale senza i suoi pivot, costruendo con pazienza in attacco e difendendo con ardore dall’altra parte del campo. Soffre solo nel 1° quarto, alla ricerca di nuovi equilibri ma poi dilaga, con un 2° tempo ai limiti della perfezione. Leka parte con Fainke e dopo 5’ (con Mestre avanti 15-10) prova anche il 17enne Sakine, ma dal 2° quarto in poi decide di giocarsela col quintetto small ball, schierando Virginio da centro con al fianco Bertini. E’ la soluzione con cui la Vuelle si trova più a suo agio, pressando e recuperando palloni su palloni con cui si proietta in contropiede. Contrariamente a quanto ci s’aspettava, Pesaro non abusa delle triple e preferisce cercare punti in area, anche per caricare di falli i mestrini. Il più abile è Tambone che nel primo tempo ha già subìto 5 falli e in 2’ appena costringe Bonacini, uno dei più esperti della Gemini, a spenderne un paio.
La difesa adesso funziona e la Vuelle risale la corrente imbrigliando la manovra altrui. Prima accorcia con una fiammata di Jazz Johnson (35-33), quindi sorpassa con la tripla di Virginio (40-42) quando il cronometro corre verso l’intervallo. La svolta arriva nella ripresa, coi due leader della squadra che diventano spietati: Bucarelli è un computer in regia, Tambone una sentenza al tiro. Mentre Virginio cresce a vista d’occhio, rendendosi pericoloso nella doppia dimensione: è lui a firmare prima la parità da sotto (55-55) e poi il sorpasso dall’arco (55-58). Siamo al 26’: da quel momento i biancorossi diventano inarrestabili, una specie di macchina da guerra. L’antisportivo commesso da Aromando su Bucarelli, un duello possibile solo per il fisico e l’abnegazione del capitano pesarese, frutta 4 tiri liberi che vanno tutti a bersaglio e quindi la rimessa, che Tambone converte in due punti con l’ennesimo arresto e tiro. Fanno 6 punti in una sola azione: troppo per Mestre che inizia a vacillare. ’Tambo’ capisce che è il momento di insistere, va di forza a prendersi canestro e fallo facendo decollare i suoi (60-69) quando il terzo quarto corre verso la fine.
C’è il tempo per Reginato di entrare negli ultimi 43’’ e scoccare un tiro allo scadere, tutto sbilanciato, che entra senza toccare neanche il ferro. Ormai va tutto dritto ai pesaresi, che nell’ultimo quarto giocano in scioltezza, con la fiducia dei forti, mentre la Gemini smarrisce la sua spavalderia e coach Ferrari, che prende tecnico, la sua calma. Leka invece finisce in trionfo, ributtando dentro nell’ultimo minuto Fainke, Sakine e Reginato. Sulla vetta sventola ancora la bandiera biancorossa. E adesso la Fortitudo.
GEMINI MESTRE: Giordano 10, Bechi 7, Porcu ne, Scarponi, Parravicini 12, Stewart 10, Knight 15, Kadjividi 2, Kazadi ne, Reggiani, Bonacini 5, Aromando 14. All. Ferrari.
VUELLE PESARO: Sakine, Trucchetti 8, Johnson 17, Bertini 8, Maretto 3, De Laurentiis , Tambone 25, Reginato 2, Virginio 16, Bucarelli 14, Fainke. All. Leka.
Arbitri: Terranova, Giunta e Biondi.
Note - Parziali: 26-17, 44-46, 67-78. Tiri liberi: Mestre 18/27, Pesaro 21/23. Tiri da 3 punti: Mestre 9/28, Pesaro 8/24. Rimbalzi: Mestre 42, Pesaro 36. Antisportivo ad Aromando. Fallo tecnico alla panchina Gemini Usciti per falli: Maretto.
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